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Esteri

Serbia, gli studenti che vogliono ribaltare Vucic

Domenica un voto dall'esito incerto: la novità, una lista quasi anonima

di Daniel Walker -


A Belgrado un’aria densa di tensione politica alla vigilia delle elezioni parlamentari di domenica 25 ottobre. Un appuntamento che minaccia di sgretolare il monopolio di potere detenuto da Aleksandar Vučić lungo quattordici anni.

Il voto in Serbia

Un clima febbrile, maturato dopo quasi due anni di proteste scatenate dal tragico crollo alla stazione ferroviaria di Novi Sad.

La clamorosa anomalia che disorienta il regime è un paradosso studiato a tavolino: nella «Lista Studentesca» non figura nemmeno uno studente candidato.

Dietro le quinte delle assemblee universitarie, i giovani del movimento «Studenti in blocco» governano saldamente la linea politica. Però hanno scelto la formula inedita della rappresentanza per procura.

Uno scudo calcolato per dare massima serietà istituzionale, aggirare la propaganda e proteggere i giovani dalle ritorsioni. Che sono accademiche, accompagnate dalle pressioni amministrative e dal fango mediatico del regime filo-governativo.

Duecentocinquanta candidati in corsa

I candidati non appartengono ai vecchi partiti ma incarnano una selezione civica. Comprende docenti, medici, intellettuali e giornalisti votati singolarmente dai plenum studenteschi.

Il regolamento interno è stato inflessibile, arrivando a tagliare perfino il rettore dell’Università di Belgrado, Vladan Đokić, privo della maggioranza richiesta.

A guidare la lista come capolista è il cardiologo Ilija Srdanović, affiancato da volti noti. Tra loro l’attore Tihomir Stanić e l’ex ministro ed economista Dejan Šoškić.

Nessuna concessione a velleità esterofile. Per non alienarsi l’elettorato, il cartello mantiene un fermo patriottismo escludendo sanzioni contro la Russia. E rifiuta il riconoscimento del Kosovo chiedendo cautela sull’adesione all’Unione Europea per dare priorità alle riforme interne.

Una tattica che toglie il sonno al presidente serbo

I sondaggi della vigilia fotografano un duello tesissimo. L’istituto filogovernativo Faktor Plus assegna il 48,6% all’Sns e il 37,1% agli sfidanti. In Italia l’Ispi colloca la lista tra il 37% e il 40%.

Ma è stato lo stesso Vučić, nel comizio conclusivo del 23 ottobre, a tradire la paura ammettendo che in alcune rilevazioni i giovani risulterebbero addirittura in vantaggio, pronti al ribaltone. Mentre a Belgrado erano 150mila in piazza con gli studenti contro di lui.

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