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Il Movimento 17 ottobre annulla le piazze di sabato: “Le sceglieremo all’ultimo minuto”

Il Movimento 17 ottobre cambia il programma delle manifestazioni previste per domani. I luoghi annunciati inizialmente non saranno più quelli dei raduni, ma la mobilitazione resta confermata. La nuova strategia prevede tre punti di concentramento in ogni città e una piazza finale che sarà comunicata soltanto nel pomeriggio

di Lino Sasso -


Cambio di programma per le manifestazioni del Movimento 17 ottobre, che annuncia sui social una nuova strategia per le proteste di domani. Le piazze indicate nei precedenti appelli vengono annullate, ma il neonato movimento assicura che la mobilitazione non si fermerà. “Le piazze annunciate per sabato sono annullate. Non saranno più i luoghi indicati nei nostri appelli. Non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo”, si legge nel messaggio diffuso sui social. Il piano prevede una mobilitazione articolata in più punti di ritrovo, con luoghi e percorsi che saranno resi noti soltanto a ridosso delle manifestazioni. “Alle 14.30 in punto, in ogni città”, spiega il movimento, saranno comunicati tre concentramenti, invitando i partecipanti a organizzarsi facendo riferimento a uno dei punti indicati. Un’ora più tardi, alle 15.30, arriverà invece la comunicazione della piazza finale, verso la quale si dirigeranno i manifestanti.

La nuova strategia

“I tre concentramenti si muoveranno in corteo”, spiegano gli organizzatori, descrivendo la mobilitazione come “tre fiumi che confluiscono”. Una formula che punta a modificare l’organizzazione delle proteste rispetto agli appuntamenti inizialmente annunciati, mantenendo però l’obiettivo di portare i manifestanti nelle strade. Nel messaggio pubblicato sui social, il Movimento 17 ottobre ribadisce la volontà di proseguire la mobilitazione nonostante le misure di sicurezza. Anzi, il cambio di strategia è utile proprio ad aggirarle. La scelta di comunicare i punti di ritrovo soltanto nel pomeriggio di sabato introduce infatti un elemento di imprevedibilità nella gestione dei cortei. Si getta infatti un’incognita su come si svilupperanno le manifestazioni e quali saranno i punti nevralgici da presidiare nel tentativo di garantire l’ordine pubblico. “Non ci hanno fermato le leggi, non ci fermeranno i blindati”, assicurano infatti gli organizzatori, utilizzando toni di aperta sfida.

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