“Hormuz non sarà mai più gestito come in passato”
La "promessa" di Teheran. Intanto per il Nyt l'Iran è pronta a colpire pure funzionari americani
Hormuz non sarà più gestito come in passato, l’Iran torna a far sentire la sua voce. E lo fa attraverso il ministro degli Esteri Abbas Araghci. Che, stando a quanto ha riportato Al Jazeera, ha tenuto un discorso presso l’Istituto di studi politici e internazionali del suo ministero a Teheran. In cui ha fissato più di un paletto sul futuro dello Stretto. E lo ha fatto con parole chiare e difficilmente interpretabili. Le parole di Araghci riportano al centro del dibattito globale il futuro del “collo di bottiglia” più delicato da cui passa gran parte del mercato energetico globale.
Hormuz “mai più come in passato”
Araghci ha spiegato che “né l’Iran né l’Oman hanno mai ostacolato il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz, ma al contrario, hanno garantito la sicurezza e la protezione, salvaguardando al contempo l’ambiente”. Detta in maniera più chiara: “La gestione dello Stretto di Hormuz non rimarrà come in passato”. Tutti avvisati. A cominciare dagli americani e dai sauditi. Ma adesso il nodo principale riguarda il futuro dei diplomatici Usa nel Paese iraniano.
Attacchi contro i funzionari Usa?
Niente sarà più come in passato, né Hormuz né tantomeno l’intangibilità dei funzionari diplomatici americani in Iran. Il New York Times riferisce che gli ayatollah avrebbero iniziato a ragionare in termini netti. E a considerare obiettivi legittimi i funzionari statunitensi. Ciò perché, dopo le elezioni di mid-term, ci sarà con ogni probabilità una nuova offensiva nell’area e gli Usa potrebbero tornare ad attaccare l’Iran. Trump, più volte, ha promesso una soluzione decisiva. Teheran sembra volersi preparare a una nuova ondata di attacchi, contrattaccando a sua volta. E mettendo chiunque nel mirino, purché americani. Insomma, sia davanti a una nuova settimana ad altissima tensione in Medio Oriente.
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