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Economia

La Commissione dice sì al piano di Temu

Intesa in cinque punti: cosa c'è nell'accordo tra Bruxelles e i cinesi

di Paolo Diacono -


La Commissione Ue ha dato l’ok al piano presentato da Temu per conformarsi alle regole del Dsa. A darne notizia è stato proprio l’esecutivo comunitario. A maggio scorso era arrivata, per il gigante asiatico dell’e-commerce low cost una stangata da 200 milioni di euro. Ora, per metterci una pezza, Temu ha proposto una road map in cinque punti. Precisi segnali di un impegno da parte dei cinesi a volersi adeguare alle più stringenti normative europee in materia di commercio digitale.

Temu, la Commissione Ue dice sì al piano

Sono cinque i punti del piano Temu approvato dalla Commissione Ue. In primo luogo, la società si è impegnata a condurre un’analisi del rischio specifica per la sua piattaforma di ecommerce. E quindi ha deciso di utilizzare metriche affidabili per valure l’efficacia delle misure prese per mitigare i problemi. Inoltre è prevista la moderazione dei contenuti. Questo è un tema forte della vicenda dal momento che erano stati proprio gli articoli in vendita, dalle bambole sessuali fino ai coltelli, a far montare la reazione giunta fino a Bruxelles. Connesso a questo, l’impegno a valutare i sistemi di raccomandazione e a capire se ed eventualmente in che modo possano ampliare la diffusione delle merci illegali.

Quattro mesi di tempo

Ci sono altri impegni che Temu ha deciso di assumersi di fronte alla Commissione Ue. In primo luogo, quello a esaminare l’influenza della cosiddetta manipolazione intenzionale. Con particolare riguardo a quegli inserzionisti e venditori che sfruttano l’architettura e le funzionalità della piattaforma per proporre al mercato beni di natura illegale. Bruxelles ha concesso sei mesi di tempo, ce ne saranno quattro per condurre una valutazione intermedia del rischio e per avviare l’attuazione delle misure.

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