In attesa delle ultime indicazioni da Bruxelles, poi il Cdm. Il dibattito entra nel vivo
Pronti, manovra: via. È la settimana decisiva per il bilancio. Tra domani, al più tardi mercoledì, la legge dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri per poi giungere in Parlamento. Restano da attendere solo Bruxelles e le sue indicazioni sul Dpb e, cosa ancora più importante, sulla flessibilità. A questo proposito, nel fine settimana, un portavoce della Commissione ha ribadito che le interlocuzioni tra l’esecutivo Ue e il governo italiano sono a ottimo punto: “Posso confermare che abbiamo avuto proficue discussioni con l’Italia, in particolare su come utilizzare al meglio tale spazio di manovra fiscale aggiuntivo per quanto concerne le misure in ambito energetico”. Certo, gli avevano chiesto dell’extra-flessibilità e il portavoce s’è attardato su quella già riconosciuta relativamente a energia e difesa. Ma tant’è.
Pronti, Manovra: via alla settimana decisiva
Sciolto il nodo Ue, si dovrà partire. E subito, per evitare di passare Natale e Capodanno a premere pulsanti tra Palazzo Madama e Montecitorio. Le priorità dei partiti sono già sul tavolo. Ogni partito del centrodestra ha ribadito le sue priorità. Siamo, pur sempre, in campagna elettorale. Forza Italia ha già ribadito che i suoi temi restano il sostegno ai giovani, estendendo una no tax area a favore degli under 30, e il sostegno al ceto medio. Il taglio dell’Irpef, con ogni probabilità, avverrà in due tempi. Quest’anno non si potrà estendere l’aliquota al 33% che ai redditi fino a 55mila euro. Nel 2027 si vedrà di completare l’obiettivo portandolo a 60mila.
Le proposte dei partiti
Infine, sempre da Forza Italia, c’è la proposta per agevolare ancora di più l’accesso alle cure sanitare e sostenere il diritto alla salute per i seniores. Dalle parti della Lega, invece, tiene banco la questione della flessibilità e delle pensioni. È un braccio di ferro che va persino oltre il congresso celebratosi a Milano. Qui non c’è Massimo Garavaglia ma Giancarlo Giorgetti a ribattere ai punti irrinunciabili fissati da Matteo Salvini sul fronte dell’età pensionabile. Un suo cavallo di battaglia fin dai tempi della lotta alla legge Fornero. A cui, con ogni evidenza, tiene tantissimo. E su cui non è disposto a fare un solo passo indietro.
Il Mef dovrà barcamenarsi, e non poco, per soddisfare tutte le richieste. L’obiettivo, a via XX Settembre, è sempre lo stesso: far quadrare i conti, perché un Paese coi numeri in regola (e l’Italia può vantare, secondo i dati Eurostat, di essere l’unico Stato membro con un avanzo primario positivo) fa gola ai mercati. E se le turbolenze hanno attecchito in Francia e non da noi è stato anche perché i numeri, tra debito e deficit, sono assolutamente imparagonabili rispetto a quelli di Parigi.
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