L’attesa infinita di curarsi al Sud, il grande esodo
Nel Sud quasi 6 cittadini su 10 rinunciano o rinviano le cure, e il 42% individua nella carenza di medici la causa primaria del blocco
Il diritto alla salute spacca l’Italia a metà. I viaggi della speranza di centinaia di migliaia di cittadini del Mezzogiorno fotografano la paralisi di un sistema pubblico che strangola l’accesso alle cure tra liste d’attesa interminabili e strutture sguarnite.
I numeri
I dati registrano un vero e proprio esodo di massa: la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, prosciugando le risorse delle Regioni del Sud a vantaggio delle strutture del Nord. Non si tratta soltanto di interventi eccezionali o di alta specializzazione, ma di una fuga continua per la chirurgia oncologica e per casi di media portata.
Ogni anno circa 800.000 malati di tumore lasciano la propria terra per farsi curare altrove, muovendo un valore economico di 2 miliardi di euro. La mappa dell’emigrazione medica vede in testa la Campania con 55.000 partenze all’anno, seguita dalla Calabria con 52.000 e dalla Sicilia con 33.000 pazienti in rotta verso Milano e le strutture della Lombardia.
Nel territorio calabrese il quadro assume i contorni di una vera emergenza civile: il 62% dei pazienti colpiti da tumore al polmone e il 42% delle donne affette da carcinoma mammario è costretto a varcare i confini regionali per l’intervento chirurgico di asportazione della malattia. Nel complesso della chirurgia oncologica principale, la fuga dalla Calabria tocca il 37%. Una scelta d’uscita obbligata, dettata da liste d’attesa locali che trasformano la tempestività della cura in un miraggio irraggiungibile.
La sfiducia nel Servizio sanitario nazionale
Dietro questo esodo si nasconde la profonda perdita di fiducia nel Servizio sanitario nazionale. Di fronte ai tempi di attesa della sanità pubblica, il 41% dei cittadini si vede costretto a pagar prestazioni nel privato, mentre la spesa sanitaria diretta sostenuta dalle famiglie ha raggiunto la cifra di 42,4 miliardi di euro.
Chi non ha disponibilità economica si arrende: nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone (il 9,9% degli italiani) hanno rinunciato a visite o esami prescritti. Nel Sud quasi 6 cittadini su 10 rinunciano o rinviano le cure, e il 42% individua nella carenza di medici la causa primaria del blocco.
Nelle pagelle ufficiali sui Livelli Essenziali di Assistenza, sette delle ultime otto posizioni sono occupate da Regioni meridionali, con la Calabria maglia nera nelle performance col 36%. L’articolo 32 della Costituzione si infrange così contro una barriera di reddito e di residenza.
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