Violati i sigilli della casa in cui fu uccisa Pamela Genini
Cosa è stato trovato, la scoperta a Milano. Indagano le forze dell'ordine
Un altro mistero sul caso di Pamela Genini: sarebbero stati violati i sigilli dell’abitazione in cui la giovane donna fu uccisa dall’ex compagno. La notizia è arrivata dalla trasmissione di Canale 5 Dentro la Notizia, condotta da Gianluigi Nuzzi. E aggiunge un nuovo capitolo di mistero in un caso che sembra infittirsi sempre di più. Chi poteva avere avuto interesse a entrare nell’abitazione dove fu uccisa Pamela? E perché? Di certo c’è che la giovane non trova pace.
Violati i sigilli della casa in cui fu uccisa Pamela Genini
“Non saprei proprio chi potrebbe essere entrato in questa casa”, ha affermato in tv la mamma della ragazza uccisa. “L’unica certezza è che chi è entrato in questo appartamento aveva le chiavi, perché la porta non era scassata, non c’erano segni di effrazione”. La polizia avrebbe inoltre ritrovato guanti in lattice di provenienza sconosciuta e alcune scatole di gioielli vuote. L’abitazione, a Milano, sarebbe stata dunque violata e ora toccherà agli inquirenti fare chiarezza anche su questo capitolo.
Dalla profanazione a oggi
I misteri attorno alla morte di Pamela Genini sono iniziati dopo la sua uccisione e l’arresto dell’ex compagno Gianluca Soncin: prima dell’abitazione, era stata infatti già violata la sua tomba. La scoperta avvenne a marzo scorso, a seguito di un’operazione di trasferimento al cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo, dove la 29enne era stata sepolta. La testa della giovane donna era stata spiccata dal resto del corpo. Un episodio su cui proseguono le indagini al cui centro era finito, uscendone poi “grazie” a un pezzo di schotch, nei mesi scorsi l’ex fidanzato Francesco Dolci.
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