Manovra, Giorgetti frena gli appetiti: “Faremo ciò che è possibile”
Il ministro dell'Economia annuncia l'arrivo della legge di bilancio in Consiglio dei ministri e prepara il terreno alle rinunce
La corsa verso la legge di bilancio entra nella sua fase decisiva. Giancarlo Giorgetti assicura che il cantiere è ormai vicino alla chiusura e lascia intravedere il traguardo del Consiglio dei ministri già nelle prossime ore. Ma, dietro l’ottimismo di facciata, emerge il messaggio politico che qualcuno resterà scontento. “Stiamo lavorando testa bassa” ha spiegato il ministro dell’Economia, precisando che solo dopo l’ultima verifica sulle misure considerate sostenibili firmerà il testo definitivo. Che tradotto significa trattativa non finita e margine per allargare ulteriormente i cordoni della borsa quasi esaurito.
Bruxelles detta il perimetro
A pesare non sono soltanto gli equilibri interni alla maggioranza. Giorgetti, in videcollegamento a ‘L’Italia delle Regioni’ a Firenze, rivendica i progressi ottenuti nel confronto con la Commissione europea, confermando che il dialogo con Bruxelles resta uno dei pilastri attorno ai quali viene costruita la manovra. Un passaggio che racconta più di molte dichiarazioni ufficiali. Il governo cerca di tenere insieme le richieste della politica e la necessità di preservare credibilità finanziaria davanti ai partner europei e ai mercati.
Il richiamo alla realtà
La frase destinata a segnare il dibattito, però, è un’altra: “In manovra ci sarà quello che è possibile, non l’impossibile”. È la risposta con cui il ministro archivia settimane di pressioni arrivate dai partiti, dagli enti territoriali e dalle categorie economiche. Le richieste si moltiplicano, le risorse no. E il governo, almeno nelle parole del titolare del Mef, non intende imboccare la strada della finanza creativa. Il riferimento è a uno scenario internazionale che continua a comprimere i margini di bilancio e a un debito pubblico che limita ogni spazio di manovra. Per questo Giorgetti rivendica una linea di prudenza che, a suo dire, ha garantito all’Italia l’apprezzamento degli osservatori internazionali.
Lo scontro con le aspettative
In controluce si legge già il confronto che accompagnerà l’esame parlamentare della manovra. Da una parte gli alleati che chiedono nuove misure bandiera, dall’altra il ministro dell’Economia che torna a interpretare il ruolo del custode dei conti. La sintesi giorgettiana è che “non avremo fatto tutto”. Un avvertimento per la maggioranza e un’ammissione preventiva per chi attende nuove risorse. La manovra che si prepara ad arrivare sul tavolo del governo punta a rispondere alle emergenze. Il resto, almeno per ora, può aspettare.
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