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La Manovra vale 26 miliardi, torna il taglio Irpef

Tutte le misure nella Legge di bilancio. La premier: "Avanti con determinazione"

di Giovanni Vasso -


Dove eravamo rimasti? La Legge di Bilancio è stata approvata, ieri, dal consiglio dei ministri. Vale, come ha spiegato in conferenza stampa la premier Giorgia Meloni, ben 26 miliardi di euro. Una somma che appare  superiore a quella preventivata alla vigilia, che raggiungeva i 23,5 miliardi. Non è tantissimo, non è nemmeno poco. E non è detto nemmeno che sarà la Manovra definitiva. Dovrà, difatti, passare al vaglio delle Camere. La chiave di lettura che offre Meloni è quella della struttura ricorsiva. Il Bilancio licenziato ieri pomeriggio dal Consiglio dei ministri, ha spiegato la premier, va considerato come conseguenziale alle quattro manovre precedenti. E, pertanto, la Manovra di oggi dialoga idealmente (e concretamente) con quelle che l’hanno preceduta.

Una Manovra che ricomincia dalle altre

Meloni parla dunque di continuità e conferma “tutte le misure” che altrimenti sarebbero spirate quest’anno. Dal bonus per le mamme lavoratrici fino alla Zes Unica e alla tassazione al 5% per gli aumenti contrattuali. Dice, e conferma, che le priorità sono sempre le stesse da quattro anni. Famiglia, natalità, riduzione delle tasse. Quindi sostegno al potere d’acquisto, incentivi al lavoro e riduzione delle tasse. “Anche stavolta non ci saranno risorse a pioggia”. Dopo aver ringraziato tutti, come da prassi, ha elencato alcune delle misure che entrano nella manovra.

Torna il taglio Irpef per i redditi fino a 55mila euro

E, sorpresa, è tornato il taglio dell’Irpef al ceto medio. L’aliquota del 33% sarà estesa ai redditi fino a 55mila euro. Un po’ come si era ipotizzato alla vigilia, con lo scenario del taglio in due tempi di cui s’era abbondantemente parlato in casa Forza Italia.

Il “salvadanaio” Inps per ogni neonato

La novità, almeno rispetto al dibattito del giorno prima, riguarda l’istituzione di una sorta di salvadanaio previdenziale per ogni nuovo nato. Lo Stato, ha detto Meloni, verserà una somma pari a cento euro, la posizione, aperta presso l’Inps, potrà essere ulteriormente alimentata dai versamenti di genitori e familiari. L’obiettivo è creare una specie di fondo, sulla scorta di quelli che s’usa regalare ai bambini in America per il college, che non potrà essere toccato (salvo eccezioni su cui si pronuncerà un giudice tutelare) fino al compimento dei 18 anni da parte dell’intestatario. Che, finalmente maggiorenne, potrà deciderne che farne.

Dal lavoro alla casa, le misure per i giovani

L’altro tema, per Meloni, è quello dei giovani. “Non dobbiamo dimostrare niente a chi sfascia le vetrine ma a chi vuol mostrare il suo talento”. Ecco. Innanzitutto sarà istituito un premio, per i lavoratori under 30, pari a 2.500 euro. Tassati all’1 per cento. “Vogliamo che un ragazzo che inizia a lavorare qui senta che questa nazione vuole spronarlo”. Rimane, però, il grande tema della casa. E, pure su questo, il governo propone una sua soluzione. Cambia il regime della cedolare secca. Per i proprietari di immobili che sceglieranno di affittare a canone concordato e non ai prezzi di mercato, scenderà dal 10 al 5 per cento. Ma non è mica finita, no. Perché se l’inquilino è un ragazzo che non ha ancora compiuto 35 anni, la tassa calerà fino all’1%. “Più case sul mercato – ha promesso Meloni -, affitti più bassi e più giovani che possono uscire di casa e farsi un vita”.

Cedolare secca e bollo auto

A proposito di cedolare secca, arriva pure per le attività commerciali e sarà pari, per negozi e attività di vicinato, al 5%. Dunque c’è la questione del bollo auto. Che diventa strutturale. La misura che esenta dal pagamento della tassa, come si era auspicato pure l’Ufficio parlamentare di bilancio, non sarà legata solo al 2027. In compenso, viene proposta la possibilità di personalizzare le targhe. In cambio, si capisce, di un corrispettivo. Per adesso non ancora stimato. Insomma, il mancato introito del bollo (forse) sarà colmato dalla “creatività degli italiani”, evocata proprio da Giorgia Meloni. Dai nipoti ai nonni, scatta il voucher sociale da 350 euro per gli over 65 che percepiscono pensioni non superiori a 28mila euro. Sarà utilizzabile per spese sanitarie e farmaceutiche.

Imprese e previdenza

Capitolo imprese: confermata la Zes unica al Sud (per un investimento pari a 2,4 miliardi), accanto all’energy release per le imprese energivore ne sarà attivato un altro a favore delle piccole e medie imprese. L’obiettivo è fornire energia a prezzi calmierati alle pmi che costituiscono l’ossatura stessa dell’industria e della produttività italiana. C’è, poi, il fondo da 850 milioni per la previdenza che servirà a sostenere la flessibilità in uscita per le pensioni. Infine le banche: non c’è stata intesa, ma Meloni tende la mano. E non potrebbe fare altrimenti: “Credo che comprendano molto bene la situazione in cui ci troviamo e che la manovra non è contro qualcuno”.


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