Terrorismo, in comunità una minorenne del Ragusano
La quota di minori coinvolti è in costante crescita e l'età media degli indagati continua ad abbassarsi
Dalle stanze di TikTok ai manuali per esplosivi: l’inchiesta sulla minorenne di Ragusa e l’allarme nazionale sulla radicalizzazione minorile.
La radicalizzazione minorile
Un ulteriore squarcio su una realtà rimasta per mesi nascosta tra i banchi di scuola e le pareti di una cameretta nel Ragusano. I dettagli emersi dalle indagini della Polizia di Stato disegnano uno scenario che rinnova inquietante.
E’ il ritratto di una giovane di origine albanese, residente in provincia di Ragusa, finita al centro di un’operazione antiterrorismo che ne ha disposto il collocamento coatto in comunità su ordine del Tribunale per i Minorenni di Catania
L’ipotesi d’accusa nei suoi confronti è pesante: auto-addestramento e apologia con finalità di terrorismo, anche internazionale.
La pista dell’Aisi e il silenzio dell’aula scolastica
Tutto ha inizio quando i radar dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna hanno intercettato su TikTok un profilo iperattivo nella diffusione di propaganda jihadista.
Passata la segnalazione alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, l’identificazione ha condotto dritta all’adolescente
A quel punto, gli agenti della Digos di Ragusa hanno avviato un monitoraggio discreto ma capillare, penetrando anche nell’ambiente scolastico frequentato dalla ragazza.
Lì la prima frattura visibile. La minorenne ha improvvisamente messo in atto un netto mutamento delle proprie abitudini, tagliando i ponti con il passato. In più, restringendo la sua cerchia relazionale esclusivamente ad alcune compagne di classe di religione islamica.
A maggio il blitz
Una perquisizione ha portato al sequestro dello smartphone della giovane, consegnato agli analisti specializzati della Polizia di Prevenzione.
Lo smartphone dell’odio
Nel cellulare, video di esecuzioni, esplosivi e la docente accoltellata. La perizia tecnica condotta sui dispositivi ha rivelato la gravità del percorso di auto-radicalizzazione.
Sul cellulare, un ampio archivio digitale. Per esempio, la propaganda cruda del Daesh e dello Stato Islamico, inclusi i famigerati video che documentano esecuzioni sommarie di prigionieri.
In più, manualistica tecnica per l’auto-addestramento e la fabbricazione di ordigni esplosivi artigianali.
E ancora, contatti diretti accertati con sedicenti membri dell’Islamic State e con utenti della rete dediti all’incitamento ad azioni terroristiche.
Infine, i filmati dell’aggressione all’istituto «Leonardo da Vinci» di Trescore Balneario dove lo scorso marzo la docente di francese Chiara Mocchi è stata accoltellata al collo da uno studente tredicenne.
Ma c’è un elemento ulteriore, la natura “ibrida” dell’ideologia assimilata dalla ragazza. Accanto ai canti di guerra jihadisti, richiami alla simbologia dell’estrema destra. Una miscela di contenuti di marcato antisemitismo e immagini radicali verosimilmente generate ed elaborate attraverso l’impiego dell’intelligenza artificiale.
Il fenomeno nazionale: quando il reclutamento parla la lingua degli adolescenti
Il caso del Ragusano non è un fulmine a ciel sereno, come sottolineato dall’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia e dall’ultima Relazione annuale dell’Intelligence. L’Italia si trova di fronte a un mutamento strutturale della minaccia. La quota di minori coinvolti è in costante crescita e l’età media degli indagati continua ad abbassarsi.
Solo negli ultimi mesi del 2026, la successione delle operazioni della Polizia di Stato traccia una mappa geografica impressionante.
A Firenze, l’arresto di un 15enne accusato di arruolamento per il terrorismo internazionale. Nel Bolognese, il fermo di un 16enne trovato con manuali per armi e materiale jihadista e suprematista. In provincia di Pavia, il fermo di una 17enne attiva nella propaganda del Daesh con manifesta volontà di martirio. Nel Comasco, l’arresto di un 16enne per propaganda antisemita, neonazista e jihadista.
Sul piano giuridico, le forze dell’ordine e le procure minorili agiscono oggi per sanzionare queste condotte. Nella lente, proprio i comportamenti di auto-addestramento e detenzione di materiale di propaganda con finalità di terrorismo.
Leggi tutte le news sulla Radicalizazione
Torna alle notizie in home