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Divieto social under 14, stop dell’Ue alle leggi nazionali: “Rischio frammentazione”

L’obiettivo della Commissione è accelerare con Parlamento e Consiglio Ue per arrivare all’approvazione dell’EU Kids Act

di Emily Gabrielli -


Da Bruxelles, l’Ue mette uno stop alle iniziative nazionali per il divieto ai social network ai minori di 14 anni, invitando gli Stati membri ad attendere una disciplina comune europea. La Commissione europea ha deciso di rinviare di 12 mesi qualsiasi progetto di legge nazionale che rischi di sovrapporsi alle future norme armonizzate, con l’obiettivo di evitare una frammentazione del mercato unico. Una decisione che riguarda anche il dibattito italiano sulla possibilità di introdurre limiti di età per l’utilizzo delle piattaforme digitali.

A chiarire la posizione dell’esecutivo europeo è stato Thomas Regnier, portavoce della Commissione, intervenendo sulla proposta di legge austriaca che punta a vietare i social agli under 14.

Bruxelles: “Non vogliamo frammentare il mercato unico”

La Commissione ha ricevuto notifiche relative a iniziative legislative presentate da diversi Paesi, tra cui Austria, Slovenia, Italia, Belgio e Francia. Il rischio, secondo Bruxelles, è quello di creare un mosaico di regole differenti, con soglie di età e obblighi diversi a seconda dello Stato membro.

“Non intendiamo frammentare il mercato unico” ha ribadito Regnier, spiegando che una simile situazione renderebbe “quasi impossibile” per le piattaforme rispettare le normative nazionali e potrebbe paradossalmente lasciare i minori senza un livello adeguato di protezione.

La scelta di rinviare di un anno i progetti legislativi che si sovrappongono alle future norme europee punta dunque a evitare interventi disomogenei, in attesa di una cornice normativa condivisa.

La priorità è l’Eu Kids Act

L’obiettivo della Commissione è ora accelerare i negoziati con Parlamento europeo e Consiglio per arrivare all’approvazione dell’EU Kids Act. “Dobbiamo accelerare il lavoro con i co-legislatori, perché la priorità assoluta è approvare il Kids Act”, ha dichiarato il portavoce.

La proposta europea, approvata il 17 settembre, mira a introdurre una disciplina comune per rendere progressivo l’accesso dei minori ai servizi online. Il provvedimento riguarda non soltanto i social network, ma anche piattaforme di condivisione video, videogiochi online, compagni virtuali e chatbot basati sull’intelligenza artificiale.


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