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Pac, Lega a valanga: “Ue favorisce il caporalato”

L'europarlamentare Cisint: "Una follia, pronta l'interrogazione"

di Pietro Pertosa -


La Pac fa infuriare la Lega che accusa Bruxelles: “L’Ue si schiera con il caporalato”. Tutto nasce dalla denuncia dell’europarlamentare Anna Maria Cisint. Che ha deplorato, con forza, quella parte della proposta arrivata dal consiglio Agrifish che toglierebbe la condizionalità sociale al meccanismo da cui dipende l’erogazione dei fondi. Per l’esponente politica del Carroccio si tratterebbe di un vero e proprio assist al caporalato che si consumerebbe ai danni dei lavoratori. Un fenomeno, anche in Italia, che continua a rappresentare un problema, serio, per la nostra economia.

Lega a valanga: “Ue favorisce il caporalato”

Le parole di Cisint sono nette. “La recente proposta del Consiglio Agrifish di togliere la condizionalità sociale dalla futura Pac, ovvero quel meccanismo che vincola l’erogazione dei fondi europei al rispetto delle norme sul lavoro e sull’impiego dei lavoratori agricoli, è l’ultima follia di un’Unione europea che decide calpestando i diritti dei lavoratori”. Già tanto basterebbe. E invece l’esponente leghista rincara la dose. E ricorda a Bruxelles che la condizionalità sociale è quella pre-condizione che serve proprio a evitare l’insorgere, o quantomeno serve a contrastare, il caporalato con lo strumento dei fondi Ue.

Cisint presenta l’interrogazione

Cisint ricorda: “L’obiettivo principale della condizionalità sociale è proprio quello di contrastare lo sfruttamento della manodopera, il lavoro nero e il fenomeno del caporalato nelle campagne, una piaga che colpisce anche il nostro Paese, come testimoniano i recenti fatti accaduti in Trentino, dove un imprenditore agricolo di origine straniera è stato denunciato per aver sfruttato e sottopagato decine di connazionali”. Quindi l’esponente della Lega assicura: “Proporre di togliere questa misura significa schierarsi dalla parte del caporalato. Ho già preparato un’interrogazione che invierò nei prossimi giorni, chiedendo alla Commissione europea di prendere posizione a difesa della misura”.

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