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Cronaca

Treviso, la rotta della droga tra blitz record e snodi logistici

La provincia non è soltanto sede di coltivazioni locali "in loco", ma un vero e proprio hub logistico di stoccaggio per il Nordest

di Giorgio Brescia -


I numeri dell’ultima maxi-operazione della Polizia di Stato contro la criminalità giovanile mettono la provincia di Treviso al centro delle cronache. Nella Marca sono stati sequestrati 90,58 chilogrammi di cannabinoidi, pari a oltre la metà dei 175 kg recuperati a livello nazionale.

Treviso, la rotta della droga

Durante le tre settimane di controlli tra stazioni, parchi e luoghi della movida, le forze dell’ordine hanno identificato 1.414 giovani e arrestato sei persone.

Un dato imponente che riflette un effetto statistico contingente, affiancato da una realtà strutturale ben definita.

A sbilanciare il totale nazionale è stato il blitz della Squadra Mobile a Castelfranco Veneto, dove in un’abitazione sono stati scoperti 80 chili di droga e una serra indoor con piante alte tre metri.

A questo si affiancano altre operazioni sul territorio, tra cui il sequestro di 5 chili di marijuana e coltivazioni nei boschi a Crocetta del Montello.

Le indagini

Sul territorio, uno scenario articolato. La provincia di Treviso non è soltanto sede di coltivazioni locali “in loco”, ma un vero e proprio hub logistico di stoccaggio per il Nordest.

Lo hanno evidenziato le inchieste partite da Preganziol e San Trovaso. Qui, sostanze nascoste vicino all’area ferroviaria per lo smistamento. La spia di un territorio trevigiano sfruttato dai grossisti come deposito strategico per rifornire le piazze di spaccio regionali e le reti giovanili locali.

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