L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Cronaca

Vive in aeroporto e non sa più chi è: il caso a Capodichino

Ha 30 anni, non ha documenti: di sé ricorda solo di essere svedese. L'appello per aiutarlo

di Pietro Pertosa -


Vive in aeroporto. A Napoli. Ha perso la memoria, non sa più chi è. Lo smemorato di Capodichino ricorda solo di essere svedese. Ha circa trent’anni, è curato e i suoi sono modi gentili. Ma di documenti che attestino la sua identità non ne ha. Il problema (vero) è che non ricorda nemmeno lui chi sia. Non si sa granché. Né come sia arrivato all’aeroporto di Napoli, né perché. Attende che apra lo scalo, alle 3.30 del mattino, per entrare. Aspetta, pazientemente, la chiusura, alle 22.30, per uscire. Cerca e trova riparo in giro. Ogni mattina, prestissimo, torna al suo posto.

Il caso dello smemorato di Capodichino

Adesso però insorge un problema. L’aeroporto di Capodichino dovrà chiudere per lavori e lo “smemorato” dovrà trovare una sistemazione, in attesa che gli torni la memoria. Ha saputo dire ai tanti che, ogni giorno, lo incontrano e gli offrono una mano, solo di sapere di essere svedese. Le immagini girano e si attende che, almeno, qualcuno lo riconosca. E riveda in lui, magari, il volto amico di qualcuno che credeva sparito nel nulla. Il console di Svezia si è già attivato.

“Chi lo riconosce, ci aiuti”

Il console di Svezia a Napoli, Pierluigi Petrone, ha riferito a Repubblica di averlo incontrato. Ci ha parlato, in inglese, gli ha confermato di essere svedese e di non ricordarsi chi sia. Le forze dell’ordine si sono attivate. Non è certo che sia davvero svedese. Del resto, la memoria potrebbe avergli giocato pure quest’altro tiro. L’appello, però, è ad aiutarlo: “Chi lo riconosce dalle fotografie ci aiuti, così potremo dargli una mano”. E oggi più che mai, coi lavori in partenza a Capodichino, dare una mano allo “smemorato” che ricorda tanto quel vecchio film con Tom Hanks, diventa un atto importante.


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