Omicidio Pasolini, la Procura riapre l’inchiesta
Il nuovo fascicolo è stato affidato alla pm Silvia Santucci in seguito all'esposto depositato dall'avvocato Stefano Maccioni
A sinistra, Pier Paolo Pasolini. A destra Pino Pelosi (morto nel 2017), l'ex "ragazzo di vita" passato alle cronache dopo essere stato riconosciuto colpevole dell'assassinio dello scrittore
La Procura della Repubblica di Roma ha riaperto ufficialmente le indagini sull’omicidio di Pier Paolo Pasolini, ucciso all’Idroscalo di Ostia il 2 novembre 1975. Il nuovo fascicolo è stato affidato alla pm Silvia Santucci in seguito all’esposto depositato dall’avvocato Stefano Maccioni.
L’esposto
Il legale agisce come rappresentante dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, del regista David Grieco e dello scrittore Giovanni Giovannetti. L’iniziativa dei tre promotori nasce dalla volontà di scardinare la narrazione riduttiva del delitto passionale e fare luce sulle trame politiche della vicenda.
Grieco era amico personale di Pasolini. Giovannetti, saggista, con il primo batte da anni la pista della trappola orchestrata per mettere a tacere l’intellettuale. L’Odg Lazio si è affiancato per tutelare la memoria di Pasolini come giornalista di denuncia e riaffermare il diritto alla verità storica.
La nuova istanza
Presentata a novembre 2025, integrata a maggio 2026 e accolta dalla Procura dopo il no a un precedente tentativo nel 2023, si basa su recenti elementi raccolti dalla difesa.
Nel manifestare soddisfazione per il passo avanti compiuto, l’avvocato Maccioni ha espresso la speranza di giungere a una svolta. E ha rivolto un accorato invito a chiunque sia a conoscenza di dettagli mai emersi affinché rompa il silenzio e si faccia avanti.
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