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Il giro del mondo in 28 anni, Karl Bushby story

Il primo ministro britannico Andy Burnham lo ha salutato come un "esempio di coraggio, resilienza e spirito indomabile"

di Elizabeth Costello -


Ventotto anni a piedi, cinquantamila chilometri e un’unica regola ferrea: non usare alcun mezzo di trasporto e non rientrare a casa prima di completare l’impresa. È la straordinaria odissea di Karl Bushby, ex paracadutista di 57 anni, tornato finalmente a Hull, in Gran Bretagna, dopo aver compiuto il giro del mondo a passo d’uomo.

Il giro del mondo in 28 anni

La sua avventura era iniziata quando aveva 29 anni da Punta Arenas, in Cile. Da allora ha attraversato 29 Paesi e quattro continenti. Ha affrontato sfide estreme come il Darien Gap e i ghiacci dello stretto di Bering tra Alaska e Russia.

Durante il cammino è stato minacciato con una pistola e una volta si è trovato a tu per tu con un orso polare. Ed è stato persino condannato per spionaggio e detenuto in Russia prima dell’espulsione.

La catena di solidarietà

Ad aiutarlo a sopravvivere, una straordinaria catena di solidarietà. Perfetti sconosciuti guidavano otto ore per portargli da mangiare, i camionisti in Cile gli lanciavano provviste dai finestrini e famiglie lo hanno curato quando era gravemente malato.

“Il mondo è stato la mia rete di supporto”, ha raccontato dopo l’abbraccio con la madre, con poche decine di sterline in tasca.

Il primo ministro britannico Andy Burnham lo ha salutato come un “esempio di coraggio, resilienza e spirito indomabile”.

A chi gli chiede dei suoi progetti futuri risponde senza esitare: “Parto da zero. Ho un bel po’ di lavoro da fare”.

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