Trump si confessa: “Niente stanchezza, nelle arene trovo solo amore”
Donald Trump ha mostrato un volto insolitamente riflessivo e nostalgico alla vigilia delle elezioni di metà mandato di oggi, confidando alla giornalista Miranda Devine del New York Post i suoi pensieri sul futuro politico e sui limiti costituzionali che ne decreteranno la fine.
Trump ha ammesso apertamente la malinconia per la conclusione della sua parabola elettorale, esprimendo il desiderio di poter competere nuovamente se la legge americana lo consentisse.
Il riferimento è al 22° Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, che vieta categoricamente a chiunque di essere eletto alla presidenza per più di due mandati.
Durante l’intervista rilasciata per il podcastPod Force One, il Presidente degli Stati Uniti ha tracciato un bilancio al termine di un tour elettorale serratissimo, che lo ha visto protagonista di ben 26 comizi nell’arco dell’ultimo mese.
Il Presidente si sente ottimista nonostante i sondaggi.
“Penso che siano truccati. Credo che molti sondaggisti non mandino nemmeno rilevatori là fuori. Penso che incassino un grosso assegno, dicano di avere 1.000 sondaggisti in tutto il Paese e poi si siedano dietro la scrivania… Non conosco nessuno che sia mai stato intervistato per un sondaggio. Forse non sondano i repubblicani, ma penso che ce la caveremo piuttosto bene. Lo dico basandomi sui comizi. Le adunate sono grandi come non lo sono mai state”.
Niente stanchezza: l’energia che Trump dice di trarre dai comizi
Il Presidente ha rivendicato l’efficacia della sua strategia elettorale, sostenendo che il suo coinvolgimento diretto nei raduni elettorali abbia radicalmente ribaltato le sorti e accresciuto la popolarità dei candidati repubblicani.
A titolo di esempio, il Tycoon ha menzionato l’Ohio, rivendicando il peso determinante del proprio appoggio politico. Trump ha evidenziato come il suo endorsement pubblico e i successivi comizi abbiano fatto decollare nei sondaggi il candidato repubblicano al Senato, capovolgendo le sorti di una corsa elettorale bloccata sul filo del rasoio.
L’intensità della campagna elettorale non sembra aver inciso sulla tenuta fisica del Presidente. Interpellato sul punto, Trump ha respinto l’ipotesi di un calo di energie: “Non avverto la stanchezza, nonostante talvolta il rientro avvenga alle quattro della notte”.
Secondo l’analisi del capo dello Stato americano, la reazione del pubblico all’interno delle arene e degli stadi esercita una funzione rigenerante sulla sua persona.
“La densità di consenso e l’entusiasmo percepibili all’interno delle strutture rendono l’impegno sostenibile, convertendosi in un effettivo ritorno energetico”, ha precisato il Presidente, sottolineando il valore del mutuo rispetto consolidatosi con la propria base elettorale.
Questa diffusa risposta popolare viene interpretata da Trump come la validazione dell’operato della sua amministrazione, concludendo con una netta rivendicazione: “La situazione del Paese è solida e l’elettorato reale ne ha piena consapevolezza”.
Voto di metà mandato, gli elogi allo staff e l’allarme sui Democratici
Quando la giornalista Miranda Devine gli ha chiesto di indicare il membro esteticamente più affascinante del suo governo, Donald Trump ha esitato sorridendo e commentando: “Mi caccerai in un grosso guaio con questa domanda”.
Subito dopo ha elogiato i suoi collaboratori singolarmente, evitando di tracciare una classifica.
Ha quindi descritto Marco Rubio come un politico di grande carisma, spendendo parole d’elogio anche per la presenza scenica di JD Vance e Pete Hegseth. Per Scott Bessent ha invece rispolverato la sua celebre espressione “central casting”, affermando che ha l’aspetto perfetto per interpretare il ruolo di Segretario al Tesoro in un film.
Trump ha delineato uno scenario estremamente cupo in caso di una vittoria totale dei Democratici alle elezioni di metà mandato e alle presidenziali del 2028.
Il Presidente ha affermato che, se l’opposizione dovesse conquistare il controllo di Camera, Senato e Presidenza, l’America verrebbe distorta in modo irreversibile.
“Vogliono abolire il Secondo Emendamento e imporre l’ideologia transgender a tutti e aumentare il numero dei giudici della Corte Suprema. Eliminerebbero l’ostruzionismo parlamentare nei primi due minuti dal loro insediamento, per poi istituire due nuovi Stati ‘blu’ a Porto Rico e a Washington D.C., il che renderebbe impossibile per un repubblicano diventare Presidente. Lasceranno entrare milioni di immigrati clandestini, spalancheranno le porte a 25 milioni di persone. Noi ne abbiamo fatti uscire così tanti, abbiamo preso la maggior parte di quelli veramente pericolosi. Vogliono aumentare le tasse; vogliono fare tutte queste cose che distruggeranno l’America. Se perdiamo la Camera, il Senato e la Presidenza, il nostro Paese è finito, perché queste sono persone pazze”.
Dopo le elezioni di metà mandato: “Signor Veto” e grazia preventiva
In caso di sconfitta il Presidente ha già delineato la sua strategia.
“Immagino che assumerò il ruolo di ‘Signor Veto’, bloccando le iniziative dell’opposizione”, ha anticipato Trump, ipotizzando che a una prima fase di paralisi legislativa possa subentrare una pragmatica fase di negoziazione per giungere ad accordi bilaterali.
La preoccupazione maggiore per l’amministrazione risiede tuttavia nell’offensiva giudiziaria che il nuovo Congresso potrebbe scatenare tramite commissioni d’inchiesta e mandati di comparizione contro i vertici del gabinetto, la famiglia presidenziale e alleati di primo piano come Elon Musk.
Di fronte a questa prospettiva, Trump ha annunciato la volontà di ricorrere a tutele legali straordinarie prima della scadenza del suo mandato, dicendosi pronto a concedere una “grazia preventiva in stile Biden” per blindare l’intero perimetro dei suoi collaboratori da future inchieste federali.
Un Presidente inedito, riflessivo e sicuro. Ha studiato la situazione da tutti i punti di vista ed è pronto a qualsiasi risultato elettorale. Da leader pragmatico e uomo d’azione, indipendentemente dall’esito che uscirà dalle urne delle elezioni di metà mandato a novembre, ha già delineato una strategia d’azione ben definita per tradurre in realtà i propri progetti amministrativi.
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