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Politica

Prodotti delle colonie israeliane, la Camera blinda il no: il centrodestra affossa l’urgenza

Bonelli attacca: “Scelta politica e morale gravissima”

di Enzo Ricci -


La Camera chiude la porta alla proposta di legge contro il commercio con le colonie israeliane. Con 149 voti contrari, 109 favorevoli e tre astensioni, il centrodestra ha bocciato la richiesta di procedura d’urgenza per il testo firmato da Angelo Bonelli, Giuseppe Conte, Elly Schlein e Nicola Fratoianni che punta a vietare l’importazione e la pubblicità di beni e servizi provenienti dagli insediamenti nei Territori palestinesi occupati. Un voto che non archivia il provvedimento, ma ne rallenta il percorso parlamentare e segna una netta scelta politica della maggioranza.

L’affondo dell’opposizione

Durissima la reazione di Angelo Bonelli, che definisce il no dell’Aula una decisione “grave, politica e morale”. Per il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, la scelta del centrodestra contrasta con il parere della Corte internazionale di giustizia del luglio 2024 e lascia l’Italia distante da quei Paesi europei che hanno iniziato a mettere sotto pressione il sistema economico legato agli insediamenti israeliani. Il leader ambientalista alza ulteriormente i toni, accusando il governo Meloni di rifiutare qualunque segnale di discontinuità nei confronti dell’esecutivo guidato da Benjamin Netanyahu.

Lo scontro si sposta su Meloni

La bocciatura dell’urgenza trasforma una battaglia parlamentare in uno scontro politico frontale. Per le opposizioni, il voto rappresenta un test sulla posizione dell’Italia rispetto alla guerra in Medio Oriente e all’espansione delle colonie in Cisgiordania. Per la maggioranza, invece, resta una questione da affrontare secondo i normali tempi dell’iter legislativo. Bonelli assicura che la partita è soltanto rinviata. Ma il messaggio uscito dall’Aula è chiaro. Sul dossier Israele-Palestina il governo non intende cambiare linea, mentre l’opposizione prova a usare il Parlamento come terreno di pressione politica su Palazzo Chigi.

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