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Economia

Zes Unica, Trevisi: Investire in Italia è possibile e conveniente”

Forum Internazionale Italia-Cina 2026 a Palazzo Madama

di Priscilla Rucco -


La Zona Economica Speciale Unica ha varcato i confini nazionali per proporsi come biglietto da visita agli investitori cinesi. Con questo scopo il Forum internazionale Italia-Cina 2026 ha riunito ieri mattina, nella Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama, istituzioni, finanza, ricerca e imprese, con una delegazione arrivata da Pechino, per parlare di investimenti, intelligenza artificiale, energia e aerospazio. L’iniziativa è nata dal senatore di Forza Italia Antonio Salvatore Trevisi ed è stata ideata e organizzata da Bianco Consulting.

“Investire in Italia è conveniente”

“Abbiamo tantissime aree che possono essere sviluppate, creare occupazione, creare nuove imprese. Pensiamo all’area di Taranto, è importantissima, soprattutto in questa fase”, ha detto Trevisi a L’identità. “L’idea è quella di invitare tantissime associazioni di imprese cinesi per far capire che investire in Italia è possibile, è conveniente”, anche grazie ad autorizzazioni in tempi brevi. L’auspicio, ha aggiunto, è che il messaggio lanciato dal Senato “possa portare investitori, possa portare sviluppo e nuovi posti di lavoro nel nostro Paese”.

Il sottosegretario agli Esteri Massimo Dell’Utri, impegnato all’estero, ha affidato ad un videomessaggio il proprio apprezzamento per l’importante iniziativa. Ha ricordato che la Zes Unica ha riunito le otto zone economiche speciali del Mezzogiorno per far crescere il Sud grazie alla collaborazione tra imprese e Stato, descrivendola come una terra di innovazione e di impresa, capace di offrire opportunità ai giovani e ai più meritevoli.

Più netto il senatore di Fratelli d’Italia Marco Scurria, attento alla tutela delle filiere strategiche: “L’Italia è aperta al mondo, ma non è in vendita. Cooperazione sì, dipendenza no”.

Le proposte arrivate da Pechino

Per l’Unido Itpo di Pechino, l’ufficio dell’agenzia Onu per lo sviluppo industriale, è intervenuto Wang Xin, responsabile del centro di coordinamento regionale per il Nord.

Tre le ipotesi poste sul tavolo: uno sportello che colleghi le piattaforme industriali cinesi alla Zes Unica, progetti congiunti in rinnovabili, digitale, biotecnologie, automotive e agricoltura sostenibile, una piattaforma permanente di dialogo economico. Sulla stessa linea Zhu Fangfang, direttrice generale di Beijing Shang Innovation, che ha insistito sulle competenze complementari tra i due Paesi. Gao Shuai, presidente dell’associazione Aseci, ha rilanciato con una cifra. “Italia e Cina hanno sempre più bisogno di collaborare: due Stati, due popoli che hanno molta voglia di esserci, in una logica win-win per tutte e due le parti”, ha detto a L’identità, indicando energie rinnovabili, robotica, biomedicale e tecnologie sostenibili come terreni comuni. “Aziende cinesi, istituti e investitori internazionali sono pronti a investire in Italia ben 3 miliardi e mezzo nella Zes Unica”.

Dieci regioni e una sola porta

Operativa dal 2024 e oggi estesa anche a Marche e Umbria, la Zes Unica offre a chi investe un’autorizzazione unica e un credito d’imposta per i beni strumentali, prorogato al 2028. Per Ubaldo Livolsi, alla guida di Livolsi & Partners, gli incentivi da soli non bastano: “Per attrarre capitali internazionali servono stabilità, infrastrutture e progetti credibili. La finanza deve diventare il ponte tra investitori, imprese e territori”.

Manlio Guadagnuolo, segretario generale del Tecnopolo Mediterraneo, ha chiesto di trasformare la ricerca in nuove imprese e lavoro qualificato per i giovani. Michele De Gasperis, presidente dell’Istituto italiano Obor, ha indicato in infrastrutture e logistica la leva per fare dell’Italia una piattaforma industriale e commerciale nel Mediterraneo.

L’avvocato Alessandro De Luca, esperto di diritto internazionale, ha ricordato che gli investimenti esteri richiedono “regole chiare, certezza giuridica e tutela della proprietà intellettuale”. Alfredo Carmine Cestari, presidente della Camera di commercio ItalAfrica Centrale, ha guardato anche all’Africa, mentre Gerardo Iovane, direttore di ArpaiseTech, ha descritto il passaggio dall’intelligenza artificiale generativa a sistemi cognitivi. A chiudere gli interventi è stato Raimondo Grassi, presidente di Tea Aerospace. “È stata una giornata molto importante, si è fatto un grandissimo passo avanti verso la collaborazione tra Italia e Cina”, ha dichiarato a L’identità.

Rendiamoci più attraenti

“Dobbiamo anche noi renderci ancora più attraenti con il nostro sistema Paese e tranquillizzare gli investitori esteri che vengono da lontano”. Con la Zes Unica, ha sottolineato, “abbiamo aggiunto un ulteriore mattone a questa costruzione”.

Angelica Bianco, amministratrice delegata di Bianco Consulting e moderatrice dei lavori, ha legato la scelta della data al 56° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Repubblica popolare cinese, avviate nel 1970.

“È davvero un grande onore per noi aver ospitato Wang Xin, l’Unido Itpo di Pechino, e aver creato le prime collaborazioni”, ha detto a L’identità. “L’Italia è il cuore d’Europa e questo spinge la seconda economia mondiale a voler investire nelle nostre zone Zes”. Dalle prossime settimane la società è pronta ad accogliere in Italia i primi ospiti, a cui farà conoscere “delegazioni pronte a lavorare e collaborare, soprattutto per il futuro dei nostri giovani”. Il forum proseguirà alla Link Campus University di Roma, con la seconda giornata, dedicata alla cooperazione accademica, tecnologica e imprenditoriale. Il successo dell’iniziativa, ha concluso Bianco, “non si misurerà dagli incontri di oggi, ma dagli investimenti, dai progetti e dai posti di lavoro che sapremo generare domani”.

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