Bonaccini posta una foto falsa di Tajani, è polemica
Una vicenda emblematica dell'accelerazione della campagna pre-Politiche e di un nodo irrisolto sull'uso dell'Ai. Barachini sollecita una svolta. Per la premier "un fatto preoccupante"
Il post di Forza Italia che denuncia il fatto
Un fotomontaggio generato tramite l’intelligenza artificiale, un messaggio politico e uno scontro che riapre il dibattito sulle regole della comunicazione digitale.
Il post con la foto falsa di Tajani
Al centro della vicenda c’è il post pubblicato il 5 novembre 2026 sui propri profili social da Stefano Bonaccini, presidente del Partito Democratico ed europarlamentare.
Il contenuto del post e l’analisi della sua viralità
L’immagine diffusa ritrae il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani con indosso il celebre cappellino rosso di Trump. Evidente la scritta “MAGA” (Make America Great Again), simbolo iconico del movimento di Donald Trump.
Il post è stato accompagnato dalla didascalia satirica «Mai stati trumpiani», formulata per ironizzare sui presunti cambi di posizione del centrodestra a seguito della sconfitta dei repubblicani alle elezioni statunitensi di metà mandato.
L’alterazione visiva dell’immagine, visivamente palese a un’osservazione diretta e attenta. Ma il contenuto ha ottenuto un’elevata diffusione e interazione sulla Rete.
Sulla sola piattaforma Facebook, il post ha fatto registrare oltre 25.000 like e raccolto più di 4.000 commenti.
Le reazioni politiche e lo stato del contenuto
La pubblicazione ha sollevato la dura reazione dei rappresentanti del centrodestra e di Forza Italia. Dalle fila azzurre l’episodio è stato definito come il raggiungimento del “livello più basso, nel dibattito politico, della storia della Repubblica”. Una reazione accompagnata dalla richiesta immediata a Bonaccini di rimuovere la foto e formulare scuse ufficiali.
Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha attaccato direttamente il presidente dem definendolo “un bugiardo” e chiamando in causa la segretaria Elly Schlein per chiarire la linea del partito sul punto.
Nonostante le sollecitazioni della maggioranza, a oggi — a distanza di due giorni dalla pubblicazione — il post risultava ancora online e accessibile sui canali social di Bonaccini.
L’intervento istituzionale di Barachini e l’appello all’Agcom
Sulla questione è intervenuto con una nota ufficiale il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria. Alberto Barachini ha espresso una condanna formale dell’accaduto.
«È grave che il presidente del Partito democratico – ha detto -pubblichi sui suoi social una foto falsa del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri. In questa delicata fase internazionale caratterizzata da attacchi hacker e minacce ibride, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte di esponenti politici per denigrare esponenti di istituzioni va condannata. Bonaccini si scusi e rimuova la foto dai suoi profili».
Barachini ha richiamato l’appello precedentemente rivolto a tutte le forze politiche per evitare l’uso di volti e voci modificati digitalmente durante la propaganda politica. E ha sollecitato contestualmente l’Agcom a valutare l’introduzione di specifiche norme di tutela all’interno delle linee guida per le successive campagne elettorali.
Il profilo comunicativo del fatto
Il caso mette in luce la complessa convivenza tra messaggi politici anche aspri e gli strumenti tecnologici di ultima generazione.
Evidente, nell’accelerazione della campagna pre-Politiche, la dinamica di scontro polemico. Ma l’impiego di immagini sintetiche modellate su esponenti politici riapre la discussione etica e regolatoria sulla disinformazione visiva e sui limiti della comunicazione politica digitale.
Il commento della premier
“Preoccupante è la circolazione di immagini false, diffuse anche da esponenti dell’opposizione. La libertà di espressione non può mai diventare terreno di disinformazione”. Così, in una nota, la premier Giorgia Meloni.
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