«Voci nella testa mi ordinano di uccidere Trump»: arrestato
E' un 26enne venezuelano, in auto un arsenale di armi da guerra
Un uomo armato arrestato nei pressi della Casa Bianca: «Voci nella testa mi ordinavano di uccidere Trump». Ha 26 anni l’uomo fermato dagli agenti del Secret Service a pochi passi dalla Casa Bianca dopo essere stato trovato in possesso di un arsenale di armi da fuoco all’interno di un veicolo rubato.
“Devo uccidere Trump”
Secondo quanto riferito dal Department of Homeland Security, l’indagato avrebbe dichiarato di aver agito spinto da «voci nella testa». Gli ordinavano di recarsi nella capitale per attentare alla vita del Presidente Donald Trump.
Il fermo su Constitution Avenue
L’episodio si è verificato nella tarda serata del 5 novembre, solo ora i dettagli. Una pattuglia del Secret Service ha notato un pick-up Ford F-150 blu parcheggiato lungo Constitution Avenue. Era a ridosso del perimetro di sicurezza della residenza presidenziale, a bordo un individuo dall’atteggiamento sospetto.
Avvicinatisi al veicolo per un controllo di routine, gli agenti hanno chiesto al conducente se avesse bisogno di assistenza o se possedesse armi. L’uomo, comunicando in parte con l’ausilio di un’applicazione di traduzione sullo smartphone, ha fatto cenno di sì. E poi ammessa la presenza di armi all’interno dell’abitacolo pronunciando minacce dirette contro il Capo dello Stato.
Il sequestro dell’arsenale
Immediata, la perquisizione del camioncino, passato ai controlli e risultato rubato. Ha rivelato un ingente quantitativo di armi e munizioni. A bordo un fucile d’assalto tipo AR-15, una pistola mitragliatrice Mac 10, una pistola semiautomatica Glock 43X, decine di cartucce di vario calibro.
L’identità del sospettato e i capi d’imputazione
Le autorità hanno identificato l’arrestato come Ronny Yordrix Guanipa Chrinos, cittadino venezuelano di 26 anni entrato negli Stati Uniti nel marzo 2024.
L’uomo si trova ora in custodia presso il U.S. Marshals Service, mentre l’agenzia per l’immigrazione ha già emesso un mandato di fermo nei suoi confronti.
Le accuse formalizzate dalla magistratura federale sono varie. Dal porto abusivo di arma da fuoco al di fuori del domicilio al trasporto illegale di armi da guerra. Dal possesso di armi e munizioni non registrate all’uso non autorizzato di veicolo a motore e ancora di ricettazione.
Le reazioni
«Grazie al coraggio e alla prontezza dei nostri agenti del Secret Service, questo individuo armato è stato bloccato prima che potesse compiere qualsiasi gesto violento», ha dichiarato il Segretario alla Sicurezza Interna Markwayne Mullin.
Per il Direttore del Secret Service, Sean Curran, in primo piano «l’elevato livello di minaccia nel quale le forze dell’ordine operano quotidianamente attorno al complesso della Casa Bianca».
La Casa Bianca non ha rilasciato ulteriori commenti, rinviando per i dettagli operativi alle note ufficiali del Dhs e del Secret Service. Ma non è improbabile un prossimo post di Donald Trump su Truth.
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