Tracollo al Nasdaq bruciati 2.500 miliardi, Trump: “Colpa vostra”
Il clamoroso flop delle major digitali, le Borse mondiali tremano. Asia in calo, Europa lentissima
Finisce male a Wall Street e, col crollo dei mercati (a cominciare dal Nasdaq) il presidente Donald Trump se la piglia (anche) con gli elettori. È stata una giornata devastante, specialmente per i titoli tech. Che son stati capaci di bruciare fino a 2.500 miliardi di dollari in capitalizzazioni. È l’effetto del panico, è la paura che ghermisce i mercati e li induce a temere e vaticinare una sorta di Apocalisse sul tema dei data center. I dem hanno vinto le elezioni promettendo freni e regole a Big Tech. Specialmente in termini di progetti infrastrutturali.
Il tracollo del Nasdaq, il commento di Trump
Il Nasdaq ieri ha lasciato sul campo perdite per il 5,5 per cento. In pratica, tutti i guadagni (mostruosi) realizzati negli ultimi mesi sono andati bruciati. A perdere, e tanto, c’è pure Nvidia che è tornata in territorio negativo come non succedeva dalla fine dell’anno scorso. Da sole le Sette sorelle del tech hanno visto andare in fumo circa mille miliardi di dollari. Tutto questo perché, chiaramente, si temono forti conseguenze sul comparto Ai e chip in relazione alle frenate sui data center già annunciate dai democratici. Il Nasdaq brucia e Trump se la piglia con gli elettori.
“Colpa vostra”
Non è certo scolastico il commento di Trump dopo il clamoroso flop al Nasdaq. “Il mercato azionario è crollato perché i Dumocratici (sic) hanno avuto un martedì da urlo. È davvero triste da vedere, la colpa è solo vostra”. Ma il presidente, però, non vuole smettere di lottare. “Ci è voluto un enorme impegno per portarci a un livello che nessuno aveva mai visto prima, e poi è successo questo. Non temete però: preso, in un modo o nell’altro saremo più grandi e forti che mai”. La promessa è sempre la stessa, “renderemo di nuovo grande l’America”.
Asia in ambasce, Europa trema
Il flop al Nasdaq e dunque pure a Wall Street su cui è diffuso il presidente Trump ha immediatamente contagiato le Borse di mezzo mondo. L’Asia ha fatto i conti con un’ondata di vendite da far spavento. Tokyo ha perso il 6%, Seul addirittura l’8,5% ed è stato necessario fermare le contrattazioni per evitare che le perdite si spingessero anche oltre. In Europa, gli affari non corrono anzi segnano il passo. Londra viaggia verso perdite nell’ordine dell’1,85 per cento e Milano balbetta: -1,13%.
Ultimo aggiornamento ore 9.30
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