Anac, dopo lo stallo Altieri si ritira. Il governo apprezza il passo
La ricostruzione della vicenda. Chigi aveva informato della scelta i due principali partiti dell'opposizione senza riceverne riserve o contrarietà. Poi, il blocco unitario di dem e 5Stelle con le altre sigle per il no
Dalla delibera in Consiglio dei ministri sul nuovo vertice Anac il passo indietro dell’ex deputato leghista Nuccio Altieri: la ricostruzione e i retroscena dello stallo nella maggioranza e delle contraddizioni nelle opposizioni.
Anac, lo stallo e il ritiro di Altieri
L’Autorità Nazionale Anticorruzione è l’organo indipendente di garanzia istituito per prevenire la corruzione nella Pubblica Amministrazione. Deve garantire la trasparenza amministrativa e vigilare sui contratti e sugli appalti pubblici in Italia.
Per la sua natura di organo di vigilanza, la legge impone requisiti stringenti di terzietà e indipendenza. Il presidente e i quattro membri del Consiglio devono essere scelti tra esperti di elevata professionalità, con una comprovata esperienza nel contrasto alla corruzione e nella vigilanza sui contratti pubblici.
Non possono essere nominati soggetti che abbiano ricoperto cariche politiche elettive o incarichi di partito negli ultimi tre anni.
La designazione viene deliberata dal Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro per la Pubblica Amministrazione di concerto con i ministri di Giustizia e Interno.
Tuttavia, prima della formalizzazione con Decreto del presidente della Repubblica, la nomina richiede il parere vincolante delle Commissioni parlamentari competenti a maggioranza qualificata dei due terzi.
Questa clausola, proprio per condizionare il governo a trovare una figura ampiamente condivisa anche con le opposizioni.
Chi è Nuccio Altieri
“Nuccio” Altieri (nato a Conversano nel 1975) è un politico di lungo corso e manager pubblico italiano. Laureato in Scienze Politiche e giornalista pubblicista, ha ricoperto la carica di vicepresidente della Provincia di Bari dal 2009 al 2014 con Forza Italia. Alle elezioni del 2013, eletto alla Camera, l’adesione al gruppo della Lega per Salvini Premier.
Negli ultimi anni presidente Invimit Sgr, società del Mef per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. Poi, pure componente del Cda di Leonardo e presidente di Fincantieri Infrastructure.
La cronaca della vicenda: dalla designazione al ritiro lampo
La vicenda si è consumata nel giro di sole ventiquattro ore. Il CdM ha approvato l’avvio della procedura per la nomina di Nuccio Altieri alla presidenza dell’Anac per succedere al presidente uscente Giuseppe Busia. In più, la proposta contestuale della squadra dei componenti.
La vicinanza diretta di Altieri alla Lega, però, aveva sollevato immediatamente polemiche sull’indipendenza richiesta a chi deve guidare l’Authority.
La reazione e la lettera delle opposizioni
Immediata, una levata di scudi da parte di tutte le forze di minoranza. Per Avs un tentativo di depotenziamento dei controlli, un’Anac “uccisa”. Per i 5Stelle “un atto irresponsabile e indecente”. Di seguito, dai capigruppo del fronte delle opposizioni una lettera congiunta alla premier chiedendo il formale ritiro della candidatura. Nel testo, l’annuncio del loro voto contrario compatto nelle Commissioni.
Le difese iniziali del governo
La premier Giorgia Meloni, a margine dell’Eicma a Milano, aveva difeso inizialmente la scelta parlando di competenze del governo e affermando: “Conto sia tutto assolutamente regolare”.
Anche il vicepremier e leader leghista Matteo Salvini aveva difeso la regolarità della procedura definendo “ingenerose” le critiche.
Il passo indietro
Preso atto che la candidatura non avrebbe mai superato lo sbarramento dei due terzi in Parlamento e di fronte al rischio di un prolungato scontro istituzionale, Nuccio Altieri ha rinuncia ufficialmente alla disponibilità per l’incarico.
Una decisione accolta con “apprezzamenti” negli ambienti di governo.
Il caso Anac
Il “caso Altieri” non è nato in un vuoto politico. Negli ultimi mesi, l’Anac a guida Busia aveva espresso rilievi tecnici rigidi sui dossier strategici dell’esecutivo. Dal nuovo Codice degli Appalti alle procedure per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.
Le fibrillazioni interne alla maggioranza
L’indicazione della Lega per Altieri aveva aperto una fessura tattica nella maggioranza. Fratelli d’Italia e la premier Meloni avevano comunque difeso la correttezza della delibera. Fino a ieri il governo ricordava pure di aver preventivamente comunicato l’avvio della scelta e della delibera ai due principali partiti di opposizione senza riceverne contrarietà o riserve.
Ora, il passo indietro di Altieri che evita ulteriori logoramenti della tenuta della maggioranza. Una vicenda che segnala, tra contraddizioni e improvvise accelerazioni, pure il tentativo delle opposizioni di trovare una saldatura unitaria verso quel campo largo non ancora formalmente costituito.
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