Petrolio e gas in calo, i mercati vogliono la pace
Il brent scende a 97 dollari, in tre sedute il gnl perde il 20 per cento del valore
La seduta delle speranze: dopo l’ondata blu in America, continua a scendere il prezzo di petrolio e gas. I mercati sognano la pace dopo che il bellicoso Trump è stato sonoramente sconfitto alle elezioni di Midterm costringendolo, seriamente, a rivedere i suoi piani di guerra nei confronti dell’Iran. L’analisi che va per la maggiore è questa e dunque gli investitori si regolano di conseguenza. Le trattative sui mercati portano, oggi a una composizione, a un’altra giornata di distensione sul fronte sempre rovente delle materie prime energetiche.
Petrolio e gas in calo
Petrolio e gas, dunque, oggi risultano in calo. Il brent ha perso lo 0,79% e costa 97 dollari al barile. Il Wti invece cede lo 0,35% e si quota attorno ai 90 dollari al barile. Decisa, invece, la discesa del gas quotato al Ttf di Amsterdam. I futures perdono il 5% e adesso costano 86 euro al megawattora. In sole tre sedute il prezzo del gnl s’è sgonfiato del venti per cento. E ciò la dice molto lunga circa i timori delle guerre e quelli legati alle azioni della speculazione internazionale.
Europa, stoccaggi a terra
Rimane, però, il nodo degli stoccaggi. Petrolio e gas perdono peso e prezzo ma le riserve europee restano fin troppo basse. È dal 2013 che non si registrano riserve e livelli così bassi di stoccaggi. Ciò, per fortuna, non riguarda l’Italia dove invece le riserve sono piene al 90 per cento.
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