Maracalagonis: madre e figlio morti insieme in casa. L’ombra dell’asfissia avvolge il caso
Il giallo di Cagliari: madre e figlio disabile trovati morti in casa. Si attende l'esito dell'autopsia per comprendere le dinamiche della morte
In paese tutti conoscevano la famiglia
A Maracalagonis, alle porte di Cagliari, nella tarda mattinata di mercoledì 15 luglio, una casa di via San Giovanni si è trasformata nel teatro di un dramma che ha lasciato senza parole – ma con tanti dubbi da chiarire – un intero paese.
Teresa Vacca, pensionata di 82 anni, e il figlio Marco Durzu di 58, sono stati trovati privi di vita all’interno dell’abitazione in cui vivevano soli, l’una accanto all’altro come erano stati per tutta la vita.
Lui, tetraplegico da oltre trent’anni a causa di un incidente stradale, non poteva alzarsi dal letto; lei, nonostante l’età, non aveva mai smesso di accudirlo giorno dopo giorno, con una dedizione che in paese era diventata quasi proverbiale.
A fare la tragica scoperta sono state le persone che quotidianamente aiutavano madre e figlio, entrate in casa poco dopo mezzogiorno per consegnare la spesa. Il corpo dell’anziana giaceva nel corridoio, vicino a un piatto con degli affettati caduto a terra; quello del figlio era nella camera da letto, nella posizione in cui la sua condizione lo costringeva da anni.
Già la sera precedente i familiari, abituati a sentirli ogni giorno, non erano riusciti a mettersi in contatto con loro: un silenzio decisamente anomalo che aveva fatto crescere l’apprensione fino al drammatico epilogo.
Dalla pista del doppio malore al giallo
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che non hanno potuto far altro che constatare i decessi, insieme ai carabinieri della compagnia di Quartu Sant’Elena, al pubblico ministero Daniele Caria e al medico legale Roberto Demontis.
In un primo momento gli inquirenti avevano privilegiato la pista della doppia morte naturale: un malore fatale per la madre – forse aggravato dal caldo torrido di questi giorni – e un secondo cedimento per il figlio, rimasto solo e impossibilitato a chiedere aiuto.
Una ricostruzione dolorosa ma comunque lineare, che le prime verifiche scientifiche condotte all’interno dell’abitazione hanno però rimesso completamente in discussione, aprendo uno scenario tanto inatteso quanto difficile da decifrare.
L’ispezione esterna dei corpi ha infatti evidenziato per entrambi un quadro compatibile con la morte per asfissia, ossia un decesso provocato da un deficit di ossigeno o da un blocco della respirazione.
Un elemento che ha tramuta la vicenda in un vero e proprio giallo, perché nell’abitazione non sono rinvenute tracce di violenza, nessun segno di colluttazione, nessuna macchia di sangue, porte e finestre integre e nessuna effrazione – neppure sul portoncino d’ingresso.
Gli investigatori si interrogano dunque su che cosa possa aver tolto il respiro, quasi contemporaneamente, a due persone che non presentavano lesioni di alcun tipo.
Madre e figlio morti in casa: l’esito affidato all’autopsia
Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un’intossicazione provocata da qualcosa che madre e figlio avrebbero assunto nelle ore precedenti: un alimento avariato o contaminato, oppure un farmaco.
Risposte definitive potranno arrivare soltanto dagli accertamenti disposti dalla procura di Cagliari: la perizia necroscopica affidata al professor Demontis e, soprattutto, gli esami tossicologici e istologici che saranno eseguiti all’istituto di medicina legale dell’ospedale Brotzu.
Saranno questi esami a stabilire con precisione le cause e i tempi dei due decessi, oltre a chiarire se esista un nesso diretto tra le due morti, avvenute con ogni probabilità a poche ore di distanza l’una dall’altra.
I piccoli gesti che dimostrano una grande cura
Qualunque sia la verità rimane l’immagine di due esistenze intrecciate fino all’ultimo istante, in una casa dove l’amore quotidiano si misurava in gesti semplici che vengono spesso dimenticati nella quotidianità, come un piatto portato in camera, una parola di conforto, una presenza costante.
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