Ai, la grande lezione di Papa Leone contro il buio digitale
L’Ai di Leone. Non è una realtà che si possa più ignorare, quella dell’intelligenza artificiale. C’è chi, come Bill Gates, sparge terrore a piene mani. Dice, ignorando (sicuri?) che la sua Microsoft è una delle protagoniste principali (con OpenAi) dell’attuale corsa all’Ai, che bisognerà trovare un modo per tutelare il lavoro. Che il mondo così come lo conosciamo sarà letteralmente sconvolto dall’impatto della nuova tecnologia. E che bisognerà creare degli spazi riservati ai soli esseri umani, nell’ambito professionale. Come se la figura dell’operaio, su cui s’è imperniata una grossa parte del pensiero economico e filosofico del ‘900, fosse quella del panda, in via di estinzione. Di lavoratori non se ne troveranno più, o meglio di impieghi non se ne troveranno più.
L’Ai di Leone contro il “mondo nuovo” (e oscuro) della Silicon Valley
Il mondo nuovo, da Gates a Musk, è tutto uguale: poche istituzioni, magari globali e forti abbastanza per domare la furia di Big Tech. Redditi universali, uguali per tutti. Uno scenario più simile a una sorta di Blade Runner post-sovietico che all’utopia.
Per fortuna c’è chi, al terrore, contrappone l’analisi e la mobilitazione. L’impegno che parte da una premessa: lo spirito. Quello che le macchine, per quanto “intelligenti” non potranno mai avere. Ecco, la voce di Papa Leone XIV si è alzata di nuovo. E no, il pontefice americano non è mica ottimista. Ma chiama all’azione tutti gli uomini di buona volontà. Lo ha detto, e ribadito, nel discorso di venerdì scorso, davanti ai membri dell’Institut International des Sciences Administratives. C’è una diversità, profonda, di vedute. Il Pontefice, nel suo messaggio, ha voluto sottolineare la necessità di riprendersi le proprie responsabilità, il proprio ruolo: in definitiva che l’umanità torni a essere centrale.
La responsabilità torni perno dell’umanità
Rispetto ai profitti, rispetto alla comodità, rispetto al potere. “Uno dei problemi più gravi di oggi è il fatto che le decisioni riguardanti la vita umana vengano affidate alle macchine”. Questa sì che è l’apocalisse. “Di fronte a questa preoccupante situazione, accolgo con favore il vostro incontro, che si propone di riaffermare l’insostituibilità dell’intelligenza umana di fronte a questi strumenti tecnologici”. Ecco, l’uomo deve tornare al centro. In carne, ossa, pensiero e spirito. “Oggi non possiamo ignorare questa realtà, che incide direttamente sul nostro stile di vita e permea ogni livello dell’esistenza sociale. La velocità con cui si sviluppano le innovazioni nell’intelligenza artificiale ci impone di chiederci se saremo in grado di controllare queste macchine in futuro e se l’umanità rischi di diventare vittima delle proprie invenzioni”. È uno scenario possibile, non obbligato. Specialmente se rimarrà qualcuno capace di comprendere che l’economia, fine a se stessa, non serve a nessuno. Nemmeno a chi si arricchisce a dismisura. Le parole del Papa, quindi, sono cariche di significati epocali.
LEGGI TUTTE LE NEWS SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
La via dello sviluppo integrale contro le disuguaglianze
“Fondamentale che venga sviluppato un quadro etico che guidi l’uso di questi importanti strumenti, che purtroppo sono concentrati nelle mani di grandi attori economici e tecnologici e che lo Stato fatica a controllare”, dice Prevost. Mettendo, come da abitudine, il dito nella piaga. Quella che, naturalmente, dribblano i grandi pensatori della Silicon Valley. “Questo è ciò che Papa Francesco – ha continuato Leone citando “l’amato predecessore” – già ci esortava a fare quando lanciava l’allarme sull’uso responsabile di queste tecnologie, affermando: ’Abbiamo il dovere di ampliare la nostra prospettiva e orientare la ricerca tecnico-scientifica verso la pace e il bene comune, al servizio dello sviluppo integrale dell’umanità e della comunità’”. Di tutta l’umanità. E no, i redditi e le mance che Elon Musk (contro ogni legge economica, umana e spirituale) vorrebbe elargire ai popoli della Terra, bloccando in nuce ogni (ulteriore) evoluzione ne è proprio il contrario.
Torna alle notizie in home