Sting racconta il compositore che trasformò il cinema italiano con le sue musiche immortali
Dopo l’anteprima mondiale al Lido, “Nino – Un film su Nino Rota” arriverà nelle sale italiane nel corso del 2026, distribuito da Be Water Film con Adler Entertainment. Diretto da Walter Fasano, il film restituisce un ritratto intimo e artistico di uno dei più importanti compositori del Novecento, autore di musiche entrate indissolubilmente nella memoria collettiva.
A guidare il pubblico in questo viaggio sarà l’inconfondibile voce di Sting. L’icona della musica internazionale renderà omaggio a Nino Rota accompagnando la narrazione di un racconto libero, costruito attraverso immagini, fotografie, materiali d’archivio e testimonianze. Il film esplorerà i legami personali, artistici e spirituali che hanno segnato la vita del compositore, consacrata interamente alla musica e agli ideali che essa è in grado di esprimere.
Un percorso che andrà oltre la notorietà raggiunta grazie al cinema, soffermandosi anche sul Rota prolifico e stimato autore di “musica assoluta”. Nato all’inizio del Novecento e considerato un bambino prodigio per il suo talento musicale, Rota si formò con maestri come Ildebrando Pizzetti, Alfredo Casella e Rosario Scalero. Il suo incontro con il cinema avvenne molto presto e lo portò a comporre circa centocinquanta colonne sonore, collaborando con alcuni dei più grandi registi della storia. Per Luchino Visconti firmò, tra le altre, le musiche de “Il Gattopardo” e “Rocco e i suoi fratelli”, mentre per Franco Zeffirelli compose quelle di “Romeo e Giulietta”.
Indissolubile fu soprattutto il sodalizio con Federico Fellini, cominciato con “Lo sceicco bianco” e proseguito attraverso numerosi capolavori. A ricostruirne la figura contribuiranno nel film anche le testimonianze di personalità come il regista Park Chan-wook, il compositore Alexandre Desplat e Caterina D’Amico, testimone diretta dell’amicizia che legava Nino Rota a sua madre, la celebre sceneggiatrice Suso Cecchi D’Amico.
Con “Nino – Un film su Nino Rota”, Walter Fasano racconta dunque un uomo capace di attraversare il secolo scorso facendo della musica un linguaggio universale, legato alle immagini ma al tempo stesso libero di vivere oltre il cinema.
Il film è una produzione Be Water Film, Sugar Play, Adler Entertainment e I Diavoli, in collaborazione con Rai Documentari. È prodotto da Mattia Guerra per Be Water Film, Filippo Sugar ed Elisabetta Biganzoli per Sugar Play e Marco Colombo per Adler Entertainment, con Marco Morabito e Walter Fasano.
L’opera è stata realizzata con il contributo del MIC-DGCA – Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo e dell’Apulia Film Fund di Apulia Film Commission e Regione Puglia.
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