L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Attualità

Usa-Iran, la mossa del Qatar contro nuove bombe

Una delegazione americana attesa a Doha per partecipare a colloqui diretti con i rappresentanti di Teheran

di Giorgio Brescia -


Doha, Washington e il fantasma delle urne: la scommessa del Qatar per fermare la guerra. Nelle stanze riservate di Teheran si gioca una partita drammatica in cui il tempo non è un alleato. Più di dodici ore di colloqui maratona, condotti dai mediatori qatarioti. Si cerca di strappare un’intesa per sbloccare i negoziati diretti tra Stati Uniti e Iran. E così di evitare una ulteriore deflagrazione del conflitto dopo le elezioni di midterm americane. Sullo sfondo proietta la sua ombra l’incubo di un’escalation militare su vasta scala.

Usa-Iran, si muove il Qatar

Mentre la delegazione del Qatar mantiene un contatto costante con la Casa Bianca, le indiscrezioni di Axios mostrano una strategia americana profondamente spaccata.

Da un lato, il segretario alla Guerra Pete Hegseth e il segretario di Stato Marco Rubio orientati a un attacco per indebolire il regime iraniano. Dall’altro, il vicepresidente JD Vance con gli emissari Steve Witkoff e Jared Kushner a sostenere la via negoziale.

Posizioni che appaiono inconciliabili. Washington esige concessioni nucleari e ispezioni Onu sui siti colpiti. Teheran preme per la fine del blocco navale americano nello Stretto di Hormuz e lo sblocco dei fondi congelati.

La pressione

Ma la pressione più forte si misura nelle capitali della regione. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu sollecita un’operazione militare congiunta subito dopo martedì. I Paesi confinanti vivono ore di estrema apprensione. Arabia Saudita, Turchia, Pakistan ed Egitto stanno spingendo su Donald Trump affinché non precipiti gli eventi e conceda tempo alla diplomazia.

Per le monarchie del Golfo, l’incubo è che i raid americani inneschino ritorsioni iraniane dirette contro le infrastrutture petrolifere ed energetiche regionali.

A Teheran, un establishment che oscilla. Pesa il pragmatismo del presidente Masoud Pezeshkian, desideroso di porre fine a un’incertezza economica insostenibile. Di contro, l’intransigenza dei falchi. Tra le pressioni di Gerusalemme e i timori degli Stati arabi, la maratona di Doha resta l’ultimo argine prima che il calcolo politico ceda definitivamente la parola alle armi.

La novità

La possibile svolta nei negoziati indiretti tra Stati Uniti e Iran, con una delegazione americana attesa a Doha per partecipare a colloqui diretti con i rappresentanti di Teheran.

Lo riferisce il quotidiano qatariota Al-Araby Al-Jadeed, citando fonti vicine alla mediazione condotta da Qatar e Pakistan. Le parti avrebbero raggiunto un’intesa. Sul tavolo, alcune misure preliminari circa il programma nucleare iraniano, la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz e incentivi finanziari per Teheran. Cina e Russia dovrebbero inoltre svolgere il ruolo di garanti di un eventuale accordo.

Secondo quanto riferito, la delegazione negoziale iraniana avrebbe accompagnato i mediatori del Qatar a Doha, dove le trattative dovrebbero riprendere oggi.

Leggi tutte le news di Esteri


Torna alle notizie in home