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Alla Ue non piace il tetto degli stranieri a scuola: “No discriminazioni”

La vicepresidente della Commissione Minzatu: "Seguiamo attentamente"

di Pietro Pertosa -


Alla Ue non piace il tetto degli stranieri a scuola e ritiene, anzi, i limiti alla presenza di ragazzi provenienti da altri Paesi come una discriminazione. Niente, sia chiaro, è ancora deciso. Ma le parole, in questo caso, pesano. Eccome. Come quelle della signora Roxana Minzatu, vicepresidente della Commissione europea. Che ha risposto a un’interrogazione presentata dalla delegazione del Partito democratico al Parlamento europeo di Strasburgo. Frasi e concetti che dovrebbero iniziare a far preoccupare il governo sul provvedimento relativo alla scuola. In particolare, sul provvedimento che tende a tenere entro i limiti del 30 per cento per ogni classe la presenza di stranieri in classe.

Alla Ue non piace granché il tetto degli stranieri a scuola

La Commissione Ue ha affermato, per il tramite della sua vicepresidente Minzatu, di “seguire molto attentamente” gli sviluppi relativi al decreto legge sulla scuola licenziato dal governo Meloni. L’esponente dell’esecutivo comunitario ha ricordato che che i trattati Ue vietano ogni forma di discriminazione “in base alla nazionalità”. Sia essa “diretta o indiretta”. C’è un solo caso, ha ricordato Minzatu, in cui il diritto comunitario ammette uno strappo alla regola. “Motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza o sanità pubblica”. In ogni caso, tali deroghe, ha spiegato Minzatu, devono essere interpretate “restrittivamente”.

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