“Alle porte un autunno difficile”: un forum della Cnpr

Una stagione di incertezze è alle porte di imprese e professionisti. La Cassa nazionale di previdenza dei Ragionieri ed Esperti contabili  presieduta da Luigi Pagliuca, nell’approssimarsi del voto per le Politiche del 25 settembre che rinnoverà il Parlamento, ha voluto chiamare al confronto durante un forum intitolato “Elezioni, le proposte e gli obiettivi per superare un autunno difficile”.

Andrea De Bertoldi, senatore di Fratelli d’Italia e membro della VI Commissione permanente Finanze e Tesoro a Palazzo Madama, è intervenuto introducendo la necessità di “limitare la responsabilità del collegio sindacale delle imprese, individuando parametri di riferimento, ad esempio il compenso. Non si può essere considerati responsabili per danni che superano di due, tre o quattro volte il compenso percepito. E trovo incredibile che i sindaci possano essere perseguiti praticamente all’infinito per eventuali errori commessi durante lo svolgimento del proprio ruolo. Fattispecie diverse vanno senza dubbio applicate in caso di dolo o responsabilità grave, ma per un errore umano non si può rovinare la vita di un professionista”.

Limitare la responsabilità sindacale è per De Bertoldi solo il primo passo verso un processo più ampio: “E’ senza dubbio un passaggio fondamentale se si vuole avviare un reale processo di semplificazione che non deve interessare solo la Pubblica Amministrazione ma anche il mondo delle professioni. Nel corso degli ultimi 10 anni abbiamo assistito alla continua complicazione normativa, con un conseguente fiorire di registri ai quali i professionisti si sono dovuti iscrivere. Anche in questo caso è necessario un atto di coraggio da parte della politica, per procedere ad un taglio drastico di tutte le proliferazioni di registri, competenze, nuove figure professionali. Così come si deve agire in maniera decisa in materia di antiriciclaggio. Sia chiaro: ben vengano le norme, ma devono essere chiare e semplici. Complicare la vita alle banche e al mondo delle professioni, caricandoli di complicazioni ed eccessive responsabilità, è assolutamente controproducente. Queste sono, a mio modo di vedere, le norme imprescindibili da cui dovrà ripartire la prossima legislatura”.

Gli ha fatto eco Giovanni Battista Calì, presidente dell’Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Roma: “La riforma del processo tributario entrata in vigore oggi era necessaria, ma la nostra categoria si chiede se sarà sufficiente per abbattere i tempi della giustizia. Sappiamo che il tempo medio che intercorre tra il deposito dei ricorsi e la chiusura dei procedimenti è ancora titanico, più di 650 giorni per il primo grado e più di mille per il secondo grado. Ci auguriamo che il Parlamento intervenga subito con i necessari correttivi”.

Le esigenze dei commercialisti sono state espresse anche da Marcella Caradonna, vertice dell’Odcec di Milano: “Il rilancio del Paese passa dalla valorizzazione della nostra professione, che può essere senza dubbio avviata con l’applicazione di meccanismi automatici per l’inserimento nei registri di categoria dei singoli professionisti. Ciò, a seguito di un accertamento delle competenze accumulate in anni di studi. Accanto a questo, va avviata una riforma che limiti le responsabilità, ad oggi eccessiva, a carico degli organi di controllo”.

Marco Cuchel, presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, ha poi focalizzato l’attenzione sulle sanzioni dirette a carico dei professionisti: “Su questo tema rileviamo un’anomalia, credo tutta italiana, ovvero l’impossibilità di assicurare le sanzioni dirette in campo tributario. E’ questo un tema che la prossima legislatura dovrà affrontare in maniera prioritaria, per aumentare il livello di tutela nei confronti dei professionisti e anche dei contribuenti”.

Sui tributi è intervenuto anche Luca Asvisio, presidente dell’Odcec di Torino, ponendo l’attenzione sulla flat tax: “Viene presentata da molti partiti come panacea per tutti i mali ma, a nostro avviso, l’estensione di questo strumento va valutata in tutti i suoi aspetti. Un ampliamento non commisurato della platea che può aderire alla flat tax potrebbe creare rilevanti problemi alle casse dello Stato”.

Di crediti non riscossi e magazzino fiscale dell’Agenzia dell’Entrate ha parlato Enrico Terzani, residente dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Firenze: “La maggior parte di questi crediti risalgono a 10 o anche 15 anni fa e molti di questi sono ormai diventati inesigibili. Nessuno, in questa fase storica, chiede un condono fiscale ma va prevista un’azione legislativa che consenta ai contribuenti di rientrare dei debiti pregressi. E al contempo, con l’annullamento delle cartelle inesigibili, realizzare lo svuotamento del magazzino fiscale dell’Agenzia delle Entrate”.

Le conclusione sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere della Cnpr, che ha chiesto un intervento deciso sulla responsabilità patrimoniale degli organi di controllo: “Un tema che prima o poi dovrà essere affrontato in maniera multidisciplinare, ascoltando tutte le fonti e le parti interessate, e non più solo da commissioni che predispongono disegni di legge redatti composti solo da appartenenti alla magistratura. Su questo punto ci aspettiamo una svolta”.

Una stagione di incertezze è alle porte di imprese e professionisti. La Cassa nazionale di previdenza dei Ragionieri ed Esperti contabili  presieduta da Luigi Pagliuca, nell’approssimarsi del voto per le Politiche del 25 settembre che rinnoverà il Parlamento, ha voluto chiamare al confronto durante un forum intitolato “Elezioni, le proposte e gli obiettivi per superare un autunno difficile”.

Andrea De Bertoldi, senatore di Fratelli d’Italia e membro della VI Commissione permanente Finanze e Tesoro a Palazzo Madama, è intervenuto introducendo la necessità di “limitare la responsabilità del collegio sindacale delle imprese, individuando parametri di riferimento, ad esempio il compenso. Non si può essere considerati responsabili per danni che superano di due, tre o quattro volte il compenso percepito. E trovo incredibile che i sindaci possano essere perseguiti praticamente all’infinito per eventuali errori commessi durante lo svolgimento del proprio ruolo. Fattispecie diverse vanno senza dubbio applicate in caso di dolo o responsabilità grave, ma per un errore umano non si può rovinare la vita di un professionista”.

Limitare la responsabilità sindacale è per De Bertoldi solo il primo passo verso un processo più ampio: “E’ senza dubbio un passaggio fondamentale se si vuole avviare un reale processo di semplificazione che non deve interessare solo la Pubblica Amministrazione ma anche il mondo delle professioni. Nel corso degli ultimi 10 anni abbiamo assistito alla continua complicazione normativa, con un conseguente fiorire di registri ai quali i professionisti si sono dovuti iscrivere. Anche in questo caso è necessario un atto di coraggio da parte della politica, per procedere ad un taglio drastico di tutte le proliferazioni di registri, competenze, nuove figure professionali. Così come si deve agire in maniera decisa in materia di antiriciclaggio. Sia chiaro: ben vengano le norme, ma devono essere chiare e semplici. Complicare la vita alle banche e al mondo delle professioni, caricandoli di complicazioni ed eccessive responsabilità, è assolutamente controproducente. Queste sono, a mio modo di vedere, le norme imprescindibili da cui dovrà ripartire la prossima legislatura”.

Gli ha fatto eco Giovanni Battista Calì, presidente dell’Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Roma: “La riforma del processo tributario entrata in vigore oggi era necessaria, ma la nostra categoria si chiede se sarà sufficiente per abbattere i tempi della giustizia. Sappiamo che il tempo medio che intercorre tra il deposito dei ricorsi e la chiusura dei procedimenti è ancora titanico, più di 650 giorni per il primo grado e più di mille per il secondo grado. Ci auguriamo che il Parlamento intervenga subito con i necessari correttivi”.

Le esigenze dei commercialisti sono state espresse anche da Marcella Caradonna, vertice dell’Odcec di Milano: “Il rilancio del Paese passa dalla valorizzazione della nostra professione, che può essere senza dubbio avviata con l’applicazione di meccanismi automatici per l’inserimento nei registri di categoria dei singoli professionisti. Ciò, a seguito di un accertamento delle competenze accumulate in anni di studi. Accanto a questo, va avviata una riforma che limiti le responsabilità, ad oggi eccessiva, a carico degli organi di controllo”.

Marco Cuchel, presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, ha poi focalizzato l’attenzione sulle sanzioni dirette a carico dei professionisti: “Su questo tema rileviamo un’anomalia, credo tutta italiana, ovvero l’impossibilità di assicurare le sanzioni dirette in campo tributario. E’ questo un tema che la prossima legislatura dovrà affrontare in maniera prioritaria, per aumentare il livello di tutela nei confronti dei professionisti e anche dei contribuenti”.

Sui tributi è intervenuto anche Luca Asvisio, presidente dell’Odcec di Torino, ponendo l’attenzione sulla flat tax: “Viene presentata da molti partiti come panacea per tutti i mali ma, a nostro avviso, l’estensione di questo strumento va valutata in tutti i suoi aspetti. Un ampliamento non commisurato della platea che può aderire alla flat tax potrebbe creare rilevanti problemi alle casse dello Stato”.

Di crediti non riscossi e magazzino fiscale dell’Agenzia dell’Entrate ha parlato Enrico Terzani, residente dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Firenze: “La maggior parte di questi crediti risalgono a 10 o anche 15 anni fa e molti di questi sono ormai diventati inesigibili. Nessuno, in questa fase storica, chiede un condono fiscale ma va prevista un’azione legislativa che consenta ai contribuenti di rientrare dei debiti pregressi. E al contempo, con l’annullamento delle cartelle inesigibili, realizzare lo svuotamento del magazzino fiscale dell’Agenzia delle Entrate”.

Le conclusione sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere della Cnpr, che ha chiesto un intervento deciso sulla responsabilità patrimoniale degli organi di controllo: “Un tema che prima o poi dovrà essere affrontato in maniera multidisciplinare, ascoltando tutte le fonti e le parti interessate, e non più solo da commissioni che predispongono disegni di legge redatti composti solo da appartenenti alla magistratura. Su questo punto ci aspettiamo una svolta”.

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