L’incanto fuori dal tempo del Castello Ruspoli
A Vignanello il viaggio comincia da una facciata ritrovata, quella meridionale del Castello Ruspoli, rimasta per quasi un secolo ai margini dello sguardo dopo il passaggio della ferrovia Roma-Viterbo negli anni Trenta del Novecento. Per chi arriva nella Tuscia, a meno di un’ora da Viterbo e poco più lontano da Roma, Vignanello diventa così una meta capace di unire la forza di una dimora nobiliare alla grazia di un giardino rinascimentale conservato con una fedeltà rara. Il Castello Ruspoli domina il borgo e racconta la trasformazione di una rocca medievale in residenza aristocratica, mentre il suo parco di quattro ettari custodisce uno dei parterre più eleganti d’Italia, dove il bosso disegna una trama araldica che sembra incisa nel terreno con mano ferma.
Il giardino, impiantato all’inizio del Seicento da Ottavia Orsini, conserva ancora le iniziali della sua fondatrice, quelle dei figli Sforza e Galeazzo e il segno successivo di Francesco Ruspoli. Qui la genealogia diventa paesaggio, perché il verde racconta la storia delle famiglie che si sono succedute nella proprietà più di quanto facciano molte lapidi.
Il visitatore attraversa un luogo nel quale la bellezza nasce dalla misura, dalla cura e da quella disciplina del giardino italiano che ha reso celebri le grandi dimore storiche del nostro Paese.
Il restauro che ricompone il giardino
L’intervento voluto da Claudia Ruspoli e da Paulo Misasi Ruspoli riporta al centro il prospetto detto il Barchetto, ricomponendo il rapporto fra castello, terrazze e vasca grande. Il progetto, coordinato dall’architetta Elisa Fochetti, recupera l’asse nord-sud e la quinta prospettica a cascata, nella quale la scala monumentale torna a collegare i diversi livelli del giardino.
Per il turista questo significa poter leggere il complesso con uno sguardo nuovo, entrando in una scenografia che torna a funzionare nella sua interezza.
A completare il racconto arriva il volume “Vignanello. Il castello, la sua terra, la sua storia, i suoi giardini”, edito da Franco Maria Ricci e curato da Alberta Campitelli, che ricostruisce la vicenda della dimora e del territorio. Qui, all’inizio del Settecento, soggiornò e compose anche Georg Friedrich Händel, dettaglio che aggiunge un’altra nota al fascino di un luogo già ricco di memoria.
Il Castello Ruspoli apre al pubblico con visite guidate il venerdì, il sabato, la domenica e nei giorni festivi nazionali da febbraio a dicembre, offrendo alla Tuscia una nuova tappa di viaggio colta, scenografica e sorprendentemente vicina.
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