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A Ostia Duilio apre un luogo goloso che sa di casa, comunità e amicizia

di Simone Pasquini -


A Ostia, Cristiano Giacometti aggiunge un nuovo capitolo al percorso iniziato con Slice e Il Capanno. Si chiama Duilio e nasce con l’ambizione di allargare il perimetro dell’ospitalità, portando la ristorazione dentro una dimensione più vicina alla vita del quartiere che alla liturgia del tavolo prenotato. Si entra per una colazione, si resta a pranzo, si cena, si partecipa a un laboratorio, si accompagna un bambino a un corso, si incontra qualcuno, oppure si attraversa semplicemente un luogo pensato per avere una funzione più larga del servizio di sala.

Il nome arriva dalla storia del litorale. Lo stabilimento oggi conosciuto come Il Capanno, costruito fra il 1936 e il 1939 dall’architetto razionalista Luigi Moretti, portava in origine il nome Duilio, legato al Lungomare Duilio e alla figura del console romano Gaio Duilio, protagonista della prima grande vittoria navale di Roma. La scelta diventa quindi un omaggio a Ostia e al suo immaginario, ma anche una dichiarazione piuttosto chiara, perché Giacometti prova a costruire un luogo dove il cibo serva a generare appartenenza, invece di limitarsi a occupare un menu.

Una casa di quartiere, tra corsi e laboratori

La vera novità del progetto riguarda la sua funzione sociale. Duilio vuole diventare progressivamente una casa di quartiere, aperta a competenze, passioni e percorsi diversi. Il primo calendario prevede corsi gratuiti di ceramica aperti a diverse età, pensati per riportare al centro il contatto con la materia e il valore del tempo necessario a costruire qualcosa con le mani. Accanto ai laboratori prenderanno forma anche corsi pomeridiani di inglese dedicati ai bambini, in modo che le famiglie possano vivere il locale anche come spazio di relazione.

L’idea è quella di una casa immaginaria, costruita attraverso ambienti che richiamano la sala da pranzo, il soggiorno e gli spazi domestici della convivialità. Al centro compare un grande bancone a isola in travertino, pensato come punto di incontro, mentre una linea gialla attraversa il locale e termina in un arco che accompagna il passaggio fra le diverse atmosfere.

In cucina Davide Carmina ed Emanuele Ali

La cucina è affidata a Davide Carmina ed Emanuele Ali, già protagonisti ai fornelli de Il Capanno. La proposta segue una linea riconoscibile, quotidiana e accessibile, costruita attorno ai piatti del giorno e a una memoria gastronomica che viene trattata con misura. Parte del menu nasce anche dal dialogo con il pubblico attraverso i social, coinvolto nella condivisione di ricordi e piatti legati all’esperienza personale. Tra le proposte figurano la mozzarella in carrozza, la carbonara con spaghetti Felicetti, la cacio e pepe con zucchine alla scapece, l’involtino Per Giacometti, Duilio rappresenta anche una restituzione al territorio che ha accompagnato la sua crescita professionale.

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