Guai del nuovo millennio: Tech Neck, quando lo smartphone segna il collo
Smartphone, postura e rughe precoci. Il prezzo nascosto della vita connessa
Negli ultimi anni, l’uso intensivo dello smartphone, oltre cinque ore al giorno, ha introdotto un nuovo termine nel vocabolario della medicina estetica: tech neck.
Si tratta delle rughe orizzontali del collo accentuate dalla postura tipica di chi passa molte ore con lo sguardo rivolto verso il basso.
«Non è solo una moda mediatica, ma un fenomeno reale che osserviamo sempre più frequentemente in studio», spiega il Dottor Simone Napoli, Chirurgo Plastico e medico estetico. «Il continuo piegamento del collo, associato alla perdita fisiologica di elasticità cutanea, porta alla formazione precoce di linee e solchi, oltre che di un cedimento di tutto il terzo inferiore del volto, che, nel tempo, tendono a stabilizzarsi.»
Il meccanismo è duplice: da un lato c’è la componente meccanica, legata alla flessione ripetuta del collo nel guardare lo smartphone; dall’altro, il naturale processo di invecchiamento cutaneo, con riduzione di collagene ed elastina.
«Il problema», continua Napoli, «è che queste rughe non sono solo superficiali: con il tempo coinvolgono anche i tessuti più profondi, rendendo il trattamento più complesso.»
Prevenzione e medicina estetica: le opzioni non chirurgiche
I rimedi vanno dalla prevenzione alla medicina estetica:
La prima strategia resta sempre la prevenzione: migliorare la postura (portando lo smartphone all’altezza degli occhi), ridurre il tempo di utilizzo continuo e curare la qualità della pelle con skincare mirata.
Dal punto di vista medico-estetico, oggi abbiamo invece diverse opzioni efficaci e spesso complementari come: la biostimolazione per migliorare la qualità cutanea e stimolare collagene ed elastina, filler di acido ialuronico per distendere le rughe orizzontali correttamente posizionati lungo le linee interessate, fili di biostimolazione per aumentare la tensione cutanea.
A questi si aggiunge un trattamento molto interessante: la tossina botulinica del collo (Nefertiti lift). Questa tecnica che prevede microiniezioni lungo il bordo mandibolare e nel platisma, muscolo superficiale del collo, con l’obiettivo di ridurre la trazione verso il basso e migliorare il profilo del collo e della mandibola
«L’acido ialuronico, se posizionato correttamente, può migliorare molto l’aspetto delle rughe orizzontali», precisa il Dott. Napoli. «E il cosiddetto Nefertiti lift con tossina botulinica è utile soprattutto nei pazienti in cui il platisma è iperattivo e contribuisce al cedimento del profilo.»
Quando serve la chirurgia
Tuttavia, è fondamentale chiarire un aspetto, continua il dott. Simone Napoli, Specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva: «Non sempre la medicina estetica è sufficiente. Nei casi di cedimento importante, il problema non riguarda solo la pelle, ma anche le strutture profonde del collo.»
Quando la lassità è significativa, la soluzione diventa chirurgica.
«In questi pazienti, il trattamento di riferimento è il lifting del collo, spesso associato al lifting del viso. La chirurgia moderna non si limita a tendere la pelle, ma prevede il riposizionamento dei tessuti profondi, in particolare del muscolo platisma attraverso tecniche ben codificate.»
Questo passaggio è cruciale:
«Il platisma è la vera struttura responsabile del profilo del collo. Solo intervenendo su questo piano si ottiene un risultato naturale, armonico e soprattutto duraturo.»
Il messaggio finale è chiaro: non esiste una soluzione unica e l’approccio è sempre fortemente personalizzato.
«Ogni paziente va valutato nel suo insieme», conclude il Dottor Napoli. «Medicina estetica e Chirurgia Plastica non sono in alternativa, ma strumenti complementari. Il risultato migliore si ottiene scegliendo il trattamento giusto, nel momento giusto.
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