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Cronaca

Como, ritrovato il corpo della bambina scomparsa nelle acque del lago

di Flavia Romani -


I vigili del fuoco hanno comunicato il ritrovamento del corpo della bambina che nel pomeriggio era scomparsa nelle acque del Lago di Como. L’incidente era avvenuto davanti ai giardini pubblici del capoluogo di provincia, di fronte al Tempio Voltiano. Fin da subito erano iniziate le ricerche a cui hanno preso parte polizia e vigili del fuoco con i sommozzatori arrivati in elicottero da Malpensa, oltre al personale sanitario del 118.

Bambina morta nel lago di Como: cosa è successo

La bimba, di 9 anni, si chiamava Arwa Rfali. Si trovava in Italia con i genitori per una vacanza, ospite di alcuni parenti residenti da anni nel monzese. La piccola era scomparsa nel pomeriggio nelle acque del lago nella zona dei giardini pubblici, nel pieno centro della città. La piccola si era tuffata senza più emergere in un punto in cui vigeva il divieto di balneazione e dove, già in passato si sono registrati diversi episodi di annegamento.

Secondo le ricostruzioni, la bimba stava giocando in un’ampia secca. Attorno alle 15, forse trascinata dalla corrente, è scomparsa all’improvviso. Né i cuginetti in acqua, né gli adulti a riva, l’hanno più vista. A intervenire per prima, raccogliendo la richiesta di aiuto di mamma e papà, è stata una pattuglia di polizia di passaggio.

Successivamente alle ricerche, dal lago, hanno preso parte unità navali di guardia di finanza e vigili del fuoco. Più tardi si sono aggiunti i sommozzatori arrivati da Torino in elicottero, oltre ai sanitari che sono stati allertati, presenti con l’elisoccorso. Le ricerche, in tarda serata, sono proseguite. I genitori della bambina, che avrebbe compiuto 10 anni il prossimo mese, sono stati portati in questura sotto choc.

Lago di Como, otto morti tra il 2017 e il 2023

Nello stesso punto del lago tra il 2017 e il 2023 erano già stati contati otto morti, tutti giovani e tutti stranieri. Nella maggior parte dei casi le vittime sono state tradite dall’andamento del fondale che per un paio di metri sembra digradare dolcemente ma che poi si apre a precipizio.

Ciò accade perché nonostante le decine di cartelli installati negli anni per segnalare il divieto di balneazione, centinaia di turisti, quasi tutti stranieri, trasformano la spiaggetta del Tempio Voltiano in una sorta di lido, senza che le forze dell’ordine riescano a impedire l’ingresso nel lago. Si tratta dell’unico tratto litoraneo in cui l’acqua risulta accessibile liberamente senza l’obbligo di pagare il biglietto di ingresso che invece è richiesto nei tre lidi disponibili nel primo bacino.


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