Un Doge non un segretario
La Lega si trova oggi a fare i conti con una frattura profonda sul tema del fine vita che non fa che accentuare le difficoltà di una leadership, quella di Matteo Salvini, giunta ormai al lumicino e ulteriormente indebolita dalla mossa spregiudicata dell’ex-governatore Luca Zaia, il quale ha inferto un colpo di grazia non indifferente agli equilibri interni del partito, ignorando la linea ufficiale e aprendo a un terreno che da sempre divide l’elettorato conservatore.
La scelta di Zaia di spingere su questo fronte non rappresenta soltanto un disallineamento politico, ma un vero e proprio autogol strategico che allontana in modo definitivo il mondo cattolico e moderato, storicamente decisivo per le fortune del Carroccio, lasciando sguarnito un presidio fondamentale e regalando contemporaneamente una fetta corposa di consenso e di militanza a Roberto Vannacci, pronto a intercettare il disagio della base più tradizionalista. Qualche malizioso potrebbe pure pensare che la mossa sia stata scelta a tavolino, per far perdere ulteriore terreno al partito e mettere definitivamente in discussione il leader. Ma non è così!
Perché in una Lega in gravissima crisi Zaia non raccoglie il guanto di sfida per la segreteria nazionale?
Zaia, l’amministratore puro che non vuole fare il segretario
La risposta affonda le radici nella natura umana di Zaia e nella storia del Movimento. Già Umberto Bossi era stato lungimirante nel comprendere che sui temi etici bisognava lasciare piena libertà di coscienza, evitando divisioni laceranti. Bossi era un libertino. Ma non si schierava mai, lasciando sempre prevalere l’anima cattolica.
Al contrario, Zaia si è mosso diversamente, alienandosi quella parte cattolica fondamentale proprio nel momento in cui avrebbe avuto i numeri per contendere la leadership. Tuttavia, il punto centrale è che Zaia non ha il carattere né la vocazione del segretario di partito. Zaia è un amministratore puro, non è l’uomo dei comizi. Il suo carisma e la sua bravura sono apprezzati soprattutto in Veneto; si potrebbe dire che Zaia non è neanche un uomo del Nord, ma puramente un Veneto, un vero e proprio Doge a cui interessa governare il territorio e che farebbe volentieri a vita il presidente della sua regione.
Per lui sarebbe un incubo sedere a Palazzo Chigi e dover gestire realtà territoriali diversissime, e ancor peggio sarebbe doversi occupare della gestione di una segreteria di partito nazionale. È un tratto che ha in comune persino con Flavio Tosi. Pur non essendosi particolarmente simpatici, ambedue vogliono amministrare, non fare i politici di apparato.
Ce lo vedete Zaia a Bari, Napoli o Roma a fare comizi, a chiedere il ponte di Messina o a mangiare uno spaghetto alla ‘nduja in Calabria, dicendo ai militanti calabresi che è uno di loro? Tutte attività necessarie per il segretario di un partito nazionale, ma che per un amministratore locale risulterebbero del tutto estranee e impraticabili.
Da Maroni a Zaia: gli amministratori puri che schivano la segreteria
Una figura analoga in questo senso è stata quella di Roberto Maroni, un grandissimo uomo di stato, un amministratore puro e un presidente della Lombardia di uno spessore eccezionale, dotato di una capacità di governo e di un nidore intellettuale ineguagliato. Ma anche Maroni non amava fare il segretario o vestire i panni del Bossi da piazza, capendo le vere esigenze di una rete territoriale.
Così è Zaia. L’uomo delle risposte e della concretezza, non della segreteria. Ed è proprio questa mancanza di un’ambizione nazionale e di un’offerta politica unitaria che oggi lascia la Lega senza una guida credibile alternativa. A tutto questo si sommano sondaggi recenti a dir poco impietosi che fotografano una crisi di consensi così profonda da rendere plausibile lo scenario paradossale in cui persino Azione di Carlo Calenda finisca per superare la Lega nelle intenzioni di voto, ridimensionando drasticamente il peso politico di un movimento smarrito tra ambizioni personali e lacerazioni irrisolte.
E se neppure arriva a Zaia, la vedo davvero dura.
LEGGI TUTTE LE NEWS DI POLITICA
Torna alle notizie in home