Caso Clancy, processo nullo per un solo voto
L’imputata resta custodita nella struttura giudiziaria in attesa delle nuove determinazioni della procura
Il processo a Lindsay Clancy, l’infermiera di Duxbury che nel gennaio 2023 ha ucciso i suoi tre figli prima di tentare il suicidio, si è concluso con un clamoroso nulla di fatto. Dopo sei settimane di udienze e ben sette giorni di camera di consiglio, la giuria popolare ha alzato bandiera bianca: l’impossibilità di raggiungere l’unanimità ha costretto il giudice William Sullivan a dichiarare il mistrial (processo nullo).
La tragedia risale al gennaio 2023 nella tranquilla cittadina di Duxbury, Massachusetts. Approfittando di pochi minuti di assenza del marito, uscito per sbrigare alcune commissioni, Lindsay Clancy ha strangolato i figli: Cora (5 anni), Dawson (3 anni) e il piccolo Callan (8 mesi). Subito dopo ha tentato di togliersi la vita gettandosi da una finestra del secondo piano. La caduta le ha salvato la vita ma l’ha condannata alla sedia a rotelle.
Mistrial per Lindsay Clancy: la giuria si spacca sull’infermità mentale
Il dibattimento non ha mai dovuto accertare chi avesse compiuto l’atto, bensì lo stato mentale dell’imputata. Su questo punto la giuria si è completamente spaccata.
La linea giudiziaria presentata dal legale Kevin Reddington si basa sull’istituto della non imputabilità per totale infermità mentale al momento dei fatti.
La difesa ha depositato agli atti la documentazione medica relativa ai mesi precedenti al delitto, che attesta una diagnosi clinica di psicosi post-partum ad insorgenza acuta, patologia per la quale la donna aveva eseguito un ricovero ospedaliero su base volontaria. Ha inoltre allegato le prescrizioni mediche comprovanti l’assunzione simultanea di oltre dodici psicofarmaci, ipotizzando una grave tossicità da interazione chimica.
Le perizie difensive attestano uno stato dissociativo acuto causato da psicosi post-partum, con la presenza di allucinazioni uditive imperative. Secondo i legali, l’azione delittuosa è derivata direttamente da tali impulsi allucinatori, i quali hanno annullato la capacità di intendere e di volere dell’imputata.
Di parere opposto la procura, che ha insistito sulla premeditazione. I periti dell’accusa hanno descritto le azioni della donna come una sequenza lucida e calcolata, pianificata cronometrando i tempi di rientro del marito.
Il coniuge dell’imputata ha espresso pubblicamente il proprio perdono nei confronti dell’ex moglie.
Nelle sue dichiarazioni ha definito la compagna di vita gravemente malata e non malvagia, individuando nei deficit del sistema sanitario e terapeutico la causa principale del mancato monitoraggio del suo crollo psichico.
Cosa prevede la legge Usa: giuria, deadlock e prossimi passi
Spetta ora all’ufficio del procuratore distrettuale decidere se archiviare la vicenda o chiedere un secondo processo, partendo da zero con una giuria completamente nuova.
Per emettere un verdetto di colpevolezza o di assoluzione nei procedimenti penali americani, la giuria popolare composta da 12 cittadini deve raggiungere l’unanimità.
Se i giurati si dividono e, anche dopo molte ore di camera di consiglio, dichiarano di essere in un blocco insuperabile, la giuria viene definita deadlocked o hung jury.
In questo caso il collegio dei giurati è rimasto in stallo per oltre 38 ore: 11 membri erano favorevoli all’assoluzione per infermità mentale, mentre un solo componente della giuria si è rifiutato categoricamente di cambiare opinione.
Non potendo sbloccare questo 11 a 1, il giudice William Sullivan ha dovuto constatare l’impossibilità di emettere un verdetto e ha annullato il processo.
L’ex infermiera resta in stato di custodia e detenzione all’interno della struttura psichiatrica giudiziaria in cui si trova.
La Costituzione americana vieta di processare due volte una persona per lo stesso reato (double jeopardy), ma questo divieto scatta solo se il primo processo si è concluso con un verdetto formale (condanna o assoluzione).
Poiché il mistrial cancella il processo senza che sia stata emessa alcuna decisione, lo Stato ha il pieno diritto costituzionale di ricominciare da capo.
Ora la decisione spetta alla procura distrettuale che potrebbe anche valutare di negoziare un patteggiamento (plea agreement).
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