Armenia, fiaccolata a Erevan per i 111 anni del genocidio
Erevan, 24 apr. (askanews) – Centinaia di giovani hanno sfilato con le torce per le strade di Erevan gridando “Al combattimento!” alla vigilia della giornata di commemorazione del genocidio armeno, a 111 anni dai massacri compiuti sotto l’Impero ottomano. La marcia ha attraversato la capitale fino al memoriale di Tsitsernakaberd, tra bandiere, musica e richiami alla memoria nazionale.
La commemorazione arriva mentre Armenia e Turchia hanno provato negli ultimi anni a normalizzare i rapporti, dopo decenni di ostilità legate ai massacri della Prima guerra mondiale e al sostegno di Ankara all’Azerbaigian nel conflitto con Erevan. Ma tra molti armeni il disgelo resta un tema ancora molto sensibile.
“Penso che ogni Paese dovrebbe riconoscerlo – dice Vrej Kiledjian, comandante del movimento scout armeno di Erevan – perché è molto importante. Altrimenti le conseguenze saranno ancora peggiori. Perché, sapete, la Turchia in questo momento non si comporta molto bene”.
Una parte della società armena continua a vedere con diffidenza anche l’ipotesi di apertura del confine con la Turchia, mentre altri ritengono che il riavvicinamento possa avere effetti positivi, a patto di non cancellare memoria e identità.
“Una parte degli armeni – dice Araksya Zakaryan, dentista e madre di due figlie – pensa che le frontiere con la Turchia dovrebbero aprirsi, mentre un’altra parte pensa di no. Capisco questa preoccupazione: temono che gli armeni possano essere assimilati da altre nazioni. Ma noi siamo armeni, lo siamo sempre stati e lo resteremo. Penso che l’apertura delle frontiere sarebbe utile sia sul piano economico sia su quello politico; dobbiamo solo continuare a crescere i nostri figli come armeni”.
Torna alle notizie in home