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Guardiola in Nazionale: l’ultima suggestione che sa di vuoto

Non accadrà mai ma in Italia preferiamo la cortina fumogena del clickbait all'analisi della triste realtà

di Cristiana Flaminio -


Guardiola in Nazionale, la nuova guida tecnica dell’Italia affidata al catalano. L’idea circola da giorni, anzi da settimane. Un titolo acchiappaclic, roba al limite del clickbait. Guardiola in azzurro per un’idea nuova, una rivoluzione che riporti l’Italia e la sua Nazionale al centro del villaggio globale del calcio. Peccato, però, che Guardiola abbia un cachet fin troppo alto per le modeste casse di via Allegri. E, soprattutto, che abbia ambizioni ben più importanti che quella di rifondare il pallone nostrano.

Guardiola in Nazionale: chi ci crede?

Speriamo di essere smentiti, eh. Ma l’Italia allo stato attuale, fuori dai Mondiali e fuori da tutto, ha lo stesso appeal del Manchester United. Un grande club, dal passato glorioso. E pesante, fin troppo pesante. Gestito non proprio benissimo se i Red Devils, come gli azzurri, non ne imbroccano più una. La squadra che fu la più temuta d’Inghilterra e d’Europa con sir Alex Ferguson non ha trovato più pace dal suo addio al calcio “allenato”. La Nazionale italiana troverà pace con Guardiola che, peraltro, allena (finora e fino a prova contraria) gli arcirivali dello United, ossia il rutilante City degli sceicchi?

Non ci riuscì la Juve, figuriamoci la Figc

Anni fa, quando la Juventus era ancora una squadra che vantava tra le sue fila campionissimi come Cristiano Ronaldo, Mario Mandzukic e (il vero) Paul Pogba, si parlò di un accordo imminente che avrebbe portato il Catalano in Serie A. Prima che alla Nazionale, Guardiola era stato già accostato alla Juventus. Settimane di parole, chiacchiere e non se ne fece nulla. Perché l’autonomista catalano, la bandiera blaugrana per eccellenza (che ha portato in giro per il mondo il suo credo calcistico a chi offre di più, buon per lui), s’era poi accordato col City. È un po’ come sta facendo Antonio Conte a Napoli. Vado in Nazionale o no? Intanto c’è un rinnovo da discutere.

Da dove si deve ripartire?

Si deve ripartire dalla realtà, non dalle balle spaziali. Guardiola in Nazionale, anzi in nessuna Nazionale, potrebbe fare il suo gioco. Che necessita di tanti allenamenti (leggi stage a Coverciano) e di talenti ancora più grandi. L’Italia non ha né la possibilità di garantire di primi (non sia mai che poi Adl mandi le fatture) né conta più sui secondi. A nessuno, con un po’ di sale in zucca, verrebbe in mente di andarsi a impantanare in un vicolo stretto e corto, senza alcuna via di uscita né di successo. Altrimenti non avrebbero mica chiamato il buon Gattuso per l’impresa disperata (fallita a Zenica), no?


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