Sulle assunzioni dei rider deciderà il tribunale del lavoro
Foodinho-Glovo: il gip rigetta la richiesta del pm, cosa cambia ora
Tocca al tribunale del lavoro, e non al gip, decidere sulle assunzioni dei rider di Glovo. Per questa ragione, il giudice per le indagini preliminari di Milano Roberto Crepaldi ha respinto l’istanza che era stata prodotta dal pubblico ministero Paolo Storari. La vicenda è nota. Si tratta di quella che riguarda il procedimento giudiziario che si è avviato a febbraio scorso e che ha acceso un faro sulle condizioni di lavoro dei “ciclofattorini” al servizio delle multinazionali della gig-economy. Un’inchiesta che, sullo sfondo, ha un’accusa grave: quella del caporalato.
Sulle assunzioni dei rider decide il tribunale del lavoro
Non spetta, dunque, né al giudice per le indagini preliminari e nemmeno alla Procura disporre, o imporre attraverso l’amministrazione giudiziaria, l’assunzione. La questione dei rider e del loro inquadramento è materia su cui dovrà pronunciarsi il tribunale del lavoro. Il tema non è solo in punta di diritto. C’è da capire l’inquadramento contrattuale che, allo stato, “oscilla” tra il lavoro autonomo imposto con l’apertura delle partite Iva a quello subordinato ipotizzato da Procura e chiesto dai sindacati. Ogni questione, però, è a sé e si deve tener conto, ha spiegato il gip, dei committenti. Che fare se un rider consegna per più piattaforme?
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Una vicenda che resta aperta
Se il quadro non è univoco, il giudice non può muoversi. E la palla passa ai tribunali specializzati. Ne consegue, però, che l’amministrazione giudiziaria per Foodinho-Glovo rimane. Il piano per aumentare le paghe ai rider non aveva convinto i magistrati e, anzi, il pubblico ministero Storari era stato molto duro nel commentare le proposte giunte dall’azienda. Che di fronte ad aumenti a prima vista importanti, da tre a 14 euro, non avrebbe però coperto i momenti di “pausa” tra una consegna e l’altra.
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