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Attualità

La civiltà della mancata giustizia

di Giuseppe Tiani -


A Brescia un carabiniere fuori servizio vede un’auto procedere in modo anomalo e interviene.
Un pugno in faccia, giorni di prognosi, l’auto danneggiata, un inseguimento con tentativi di speronamento. La Procura chiede l’archiviazione per “particolare tenuità del fatto”. Tenue. È la parola che resta impressa. Poi arriva Baldissero d’Alba.

Un uomo sorprende di notte alcuni ladri, spara nel buio e uno muore. Gli operatori di polizia stanno ancora ricostruendo la dinamica, la Procura indaga per omicidio. Ma il processo, quello vero, può aspettare, sui social l’assoluzione è già passata in giudicato e una parte della politica si è messa avanti col verdetto. Prima la sentenza, poi i fatti.

Il giudice naturale, nell’Italia digitale, rischia di diventare l’algoritmo. In Romagna, intanto, la Procura indaga sui presunti falsi certificati destinati a impedire l’ingresso di migranti nei Cpr. È legittimo discutere modalità e proporzione delle perquisizioni, soprattutto se coinvolgono persone non indagate.
Ma un dubbio sulle modalità non trasforma automaticamente un’indagine in una “caccia alle streghe”, come un’inchiesta non trasforma un medico in colpevole.

Lo Stato di diritto e il processo accusatorio dovrebbero proteggere l’indagato dalla condanna anticipata e l’indagine dall’assoluzione ideologica. Ma nel clima dello scontro politico permanente tutto viene distorto. E le conseguenze, alla fine, le paga il personale delle Forze di Polizia, chiamato a intervenire, esposto ai rischi e spesso messo sotto accusa qualunque cosa faccia.
E allora la domanda non è quanta galera serva.

Ma se siamo ancora capaci di aspettare i fatti e accettare una regola uguale per tutti. Non può essere tenue quando chi applica la legge ne paga il prezzo, persecuzione quando la legge effettua legittimi controlli e verifiche, e superflua quando l’emozione ha già deciso chi ha ragione.

Giustizia e politica, in democrazia, dovrebbero essere come acqua e olio, possono toccarsi, non confondersi.
Se invece la sentenza viene prima dell’accertamento e la legge vale secondo il tifo, non avanziamo nella civiltà del diritto. Scivoliamo nella civiltà della mancata giustizia.


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