L’aumento di capitale di Unipol: via alla battaglia finale del risiko bancario
Il sì del Cda avvia l'avanzata di Intesa verso Rocca Salimbeni. Messina: "In Mps manca serenità"
Unipol avanza: sì all’aumento di capitale. I preparativi procedono spediti. Siamo arrivati al momento topico, il risiko bancario è alla battaglia finale. E, per affrontarla, ognuno si arma come può. Intesa ha già iniziato. La scalata a Rocca Salimbeni è decisa. Carlo Messina, ripetendolo l’altro giorno agli azionisti e sottolineando che non scucirà neanche un euro in più rispetto all’offerta già presentata, è deciso a non fare un solo passo indietro. Anzi, ne fa 2,5 miliardi in avanti. Ieri, infatti, l’assemblea di Unipol ha approvato la proposta di aumentare il capitale sociale per un valore, appunto, di due miliardi e mezzo di euro.
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Unipol: sì all’aumento del capitale sociale
Si è riservato, il consiglio d’amministrazione, di emettere nuove azioni ordinarie, prive di valore nominale espresso ma dotate di godimento regolare, da offrire in opzione a chi ne avrà diritto. Carlo Cimbri e soci avranno di tempo fino alla fine di dicembre 2027 per completare l’operazione. Nel frattempo, sull’aumento di capitale Unipol, dovrà dare l’ok anche l’Ivass. Fatto, questo, che in sé non riferisce certezze sui tempi dell’operazione finale del risiko bancario. Lo schema è sempre quello. Intesa manderà avanti Unipol in virtù dell’accordo industriale strategico sottoscritto a giugno scorso. In virtù del quale, la compagnia acquisirà, proponendola alla controllata Bper, la gestione delle 635 filiali di Monte dei Paschi. Creando, così, un nuovo polo bancario che si chiamerà Banca Monte dei Paschi.
Quanto vale l’ultimo round del risiko
L’aumento di capitale per Unipol, proprio da 2,5 miliardi di euro, era stato già individuato all’epoca quale precondizione necessaria all’operazione. Con la conquista di Rocca Salimbeni, Messina potrebbe mettere le mani su Mediobanca e, per il suo tramite, sulle quote da essa detenuta in Generali. Il colpaccio, vero, sarebbe questo. E, in definitiva, questo appare il fine ultimo, la battaglia finale, del risiko bancario. Ca del Sass ha già avvisato pure Orcel e Unicredit. Non si intrometta nessuno. Non c’hanno il phisique du role. Ma Gae Aulenti aveva, secondo i rumors faticosamente sopiti, iniziato a ragionare con Delfin per l’acquisizione della quota della finanziaria dei Del Vecchio nella Compagnia del Leone Alato.
Messina va alla guerra
Carlo Messina si presenta agli azionisti, anche a quelli storici del Monte dei Paschi, come il normalizzatore dopo i mesi tumultuosi consumatisi nello scontro ai vertici conclusosi con la vittoria, inaspettata alla vigilia, del (già) defenestrato (e poi riconfermato) amministratore delegato Luigi Lovaglio. “Ciò che oggi manca a Mps è la serenità, la trasparenza nel processo di governance. Qualcosa che possa creare un porto sicuro per gli azionisti di Banca Mps”, ha affermato Messina. Che la guerra abbia inizio, anzi: continui.
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