Auto, Scarabel: domanda aumentata in Lombardia per Area B, ma non c’è il prodotto

“In Lombardia la domanda per auto nuove è in crescita, il traffico di clienti nei saloni è aumentato, ma non so se si riuscirà a soddisfare la richiesta, considerando che i tempi di attesa possono arrivare a 250/300 giorni”.
Queste le parole di Roberto Scarabel presidente di AsConAuto, l’associazione che rappresenta circa mille concessionari in Italia, in merito all’entrata in vigore il prossimo primo ottobre delle nuove norme relative ai limiti della circolazione in Area B a Milano per i diesel fino a Euro 5 e per i benzina Euro 2 che estromettendo così circa 1,3 milioni di auto.
I problemi di offerta della Lombardia, spiega Scarabel, sono paralleli al resto d’Italia dove però non si registra un analogo incremento della domanda. “C’è difficoltà ad affrontare la transizione, la clientela non ha i soldi per cambiare l’auto a causa anche del caro vita e del clima di incertezze legato alla guerra in Ucraina. Senza contare che oggi le auto costano di più, soprattutto quelle elettrificate, gli sconti sono stati quasi del tutto aboliti per mancanza di prodotto e non ci sono più i km zero che potevano ridurre il costo del 15-20%”.
Un situazione molto preoccupante dato che l’Italia ha uno dei parchi circolanti più vecchi d’Europa: dei 38,8 milioni di autovetture circolanti a fine 2021 il 26,2% è ante Euro 4, con un’età media di circa 12 anni. Secondo Scarabel per avere un forte impatto sulle emissioni “bisognerebbe rendere gli incentivi strutturali e valutarne l’applicazione anche per l’usato”. Anche i prezzi dell’usato però sono cresciuti di circa il 20% nell’ultimo anno e oggi un’auto di recente omologazione è “merce rara”.
Sull’andamento del mercato del nuovo, Scarabel è abbastanza pessimista.
“Non ci sono previsioni di recupero entro fine anno, le forniture non stanno migliorando, soprattutto per chip e cablaggi” e il rimbalzo di agosto (+9,9% a 71.190 auto) dopo 13 mesi consecutivi in calo non è indicativo: “sono aumentate le consegne di auto nuove e sono state immatricolate auto comprate nei mesi scorsi con gli incentivi, ma non ci sono veri segnali di ripresa”.

“In Lombardia la domanda per auto nuove è in crescita, il traffico di clienti nei saloni è aumentato, ma non so se si riuscirà a soddisfare la richiesta, considerando che i tempi di attesa possono arrivare a 250/300 giorni”.
Queste le parole di Roberto Scarabel presidente di AsConAuto, l’associazione che rappresenta circa mille concessionari in Italia, in merito all’entrata in vigore il prossimo primo ottobre delle nuove norme relative ai limiti della circolazione in Area B a Milano per i diesel fino a Euro 5 e per i benzina Euro 2 che estromettendo così circa 1,3 milioni di auto.
I problemi di offerta della Lombardia, spiega Scarabel, sono paralleli al resto d’Italia dove però non si registra un analogo incremento della domanda. “C’è difficoltà ad affrontare la transizione, la clientela non ha i soldi per cambiare l’auto a causa anche del caro vita e del clima di incertezze legato alla guerra in Ucraina. Senza contare che oggi le auto costano di più, soprattutto quelle elettrificate, gli sconti sono stati quasi del tutto aboliti per mancanza di prodotto e non ci sono più i km zero che potevano ridurre il costo del 15-20%”.
Un situazione molto preoccupante dato che l’Italia ha uno dei parchi circolanti più vecchi d’Europa: dei 38,8 milioni di autovetture circolanti a fine 2021 il 26,2% è ante Euro 4, con un’età media di circa 12 anni. Secondo Scarabel per avere un forte impatto sulle emissioni “bisognerebbe rendere gli incentivi strutturali e valutarne l’applicazione anche per l’usato”. Anche i prezzi dell’usato però sono cresciuti di circa il 20% nell’ultimo anno e oggi un’auto di recente omologazione è “merce rara”.
Sull’andamento del mercato del nuovo, Scarabel è abbastanza pessimista.
“Non ci sono previsioni di recupero entro fine anno, le forniture non stanno migliorando, soprattutto per chip e cablaggi” e il rimbalzo di agosto (+9,9% a 71.190 auto) dopo 13 mesi consecutivi in calo non è indicativo: “sono aumentate le consegne di auto nuove e sono state immatricolate auto comprate nei mesi scorsi con gli incentivi, ma non ci sono veri segnali di ripresa”.

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