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Politica

Avs contraria alle primarie del campo largo

Angelo Bonelli rilancia l'ipotesi di una candidatura condivisa per la guida del campo largo, senza passare dalle primarie. Una soluzione che, però, deve fare i conti con le posizioni di Elly Schlein e Giuseppe Conte

di Giuseppe Ariola -


Il nodo della leadership del campo largo continua ad alimentare il dibattito sulle primarie tra le forze di opposizione. A intervenire questa volta è Angelo Bonelli, che si dice contrario e propone una strada alternativa per individuare il candidato alla guida della coalizione progressista. Ospite di Un Giorno da Pecora, l’esponente di Alleanza Verdi e Sinistra ha chiarito il significato della propria posizione: “Quando ho detto che sarebbe il caso di non fare le primarie significa trovare una terza figura”, attraverso un’intesa politica. L’idea è quella di individuare un profilo condiviso dalle diverse forze della coalizione, evitando una competizione diretta tra i leader dei principali partiti.

“Sbagliato fare le primarie”

La proposta di Bonelli deve però fare i conti con le posizioni già espresse dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e dal presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. Entrambi sono infatti orientati verso il ricorso alle primarie del campo largo o progressista che dir si voglia. L’idea di sedere a Palazzo Chigi è troppo appetibile per consegnare la leadership del futuro schieramento a un terzo. Circostanza ben nota a Bonelli che sempre a proposito delle primarie aggiunge come “sia Schlein sia Conte hanno detto che vanno in quella direzione”. Una presa d’atto che però non modifica il giudizio dell’esponente di Avs sulla consultazione popolare. Ciò posto, qualora Pd e Movimento 5 Stelle dovessero confermare la scelta di affidare agli elettori l’individuazione del candidato, Alleanza Verdi e Sinistra “valuterà se partecipare”, ha aggiunto.

La partita sulla leadership resta aperta

Le parole di Bonelli sulle primarie riportano al centro la principale questione ancora irrisolta del campo largo. Il metodo con cui individuare una candidatura unitaria in vista delle prossime elezioni politiche. Da una parte, l’ipotesi delle primarie sostenuta da Schlein e Conte. Dall’altra, la proposta di Avs, condivisa anche dai riformisti dem, sebbene con grande cautela, di raggiungere un accordo politico su una terza figura. Qualcuno realmente capace di rappresentare le diverse anime della coalizione e di trovare una sintesi sui dossier maggiormente divisivi. Su tutti quello del sostegno all’Ucraina. Sullo sfondo resta poi l’ipotesi di pescare un leader all’interno del partito con più consensi, ovvero il Pd. Eventualità che a Conte, ovviamente, non sta bene. Il confronto sulla leadership rimane dunque aperto. E mentre il campo largo fatica a trovare un’intesa sul programma e sul perimetro delle alleanze, l’individuazione della leadership resta il principale nodo politico da sciogliere.

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