Risiko, Banco Bpm non va all’assemblea Mps
Banco Bpm non parteciperà all’assemblea dei soci di Mps. E non è una scelta di neutralità. Semmai, a quanto pare dalle analisi che si rincorrono ormai da ore, si tratta del segnale più forte possibile di dissenso rispetto alla linea dettata dal consiglio di amministrazione di Rocca Salimbeni. Basta fare qualche conto. La quota di Bpm è pari al 3,7% del capitale, non entrerebbe, essendo assente, nel conto dei presenti e abbassando il quorum garantirebbe il via libera ai “no” alle Ops già annunciati da diversi azionisti.
Bpm non va all’assemblea Mps
Stando a quanto riportano le fonti, la decisione di disertare l’assemblea Mps sarebbe stata presa all’unanimità dal consiglio d’amministrazione dell’istituto di credito. A Piazza Meda, insomma, le idee ce le hanno molto chiare. Un portavoce dell’istituto di credito ha spiegato che le ragioni della scelta. Il Cda di Bpm, infatti “ha preso atto dei vincoli legali connessi alla posizione di socio di Mps e al relativo conflitto di interesse ritenendo quindi opportuno non partecipare all’assemblea del 29 ottobre”. Tra le Ops di cui si dovrà discutere c’è, oltre a quella su Banca Generali, proprio l’offerta che riguarda Piazza Meda.
La situazione in vista di giovedì
L’assemblea di Mps è prevista per la giornata di giovedì, 29 ottobre prossimo. I “no” rispetto alle proposte giunte dal Cda guidato da Luigi Lovaglio sono già tanti. C’è la galassia Caltagirone, poi ci sono i dubbi di Delfin e quindi il niet arrivato dai norvegesi del fondo sovrano di Norges. A fianco a loro anche altri azionisti. Tra gli assenti, però, oltre a Bpm ci sarà anche il Mef. Ma le ragioni di questa assenza sono ben note. Da tempo, infatti, il Ministero ha deciso di non prendere parte all’assemblea. E di lasciare che la banca senese se la sbrigliasse da sé.
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