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Esteri

Belgrado, attacco davanti all’ambasciata di Israele: ucciso l’assalitore

L'episodio è stato registrato poco dopo la mezzanotte nelle immediate vicinanze della sede diplomatica

di Paolo Stefani -


Un uomo è stato ucciso nella notte davanti all’ambasciata di Israele a Belgrado, in Serbia, dopo aver aggredito un agente della gendarmeria con due coltelli. Il ministro dell’Interno serbo, Ivica Dacic, ha definito l’episodio un “attacco terroristico” e ha annunciato il massimo livello di allerta antiterrorismo nel Paese.

L’attacco all’ambasciata di Israele di Belgrado: la ricostruzione

Secondo la ricostruzione fornita dal ministro, l’aggressore sarebbe un minore, la cui identità non è stata ancora accertata e che si presume provenga dalla città di Sabac. Durante l’attacco avrebbe gridato “Allah Akbar”, espressione araba che significa “Dio è grande”, prima di colpire il membro delle forze dell’ordine.

L’episodio è avvenuto poco dopo la mezzanotte, nelle immediate vicinanze della sede diplomatica israeliana, un obiettivo particolarmente sensibile sul piano della sicurezza.

Stando a quanto riferito dal ministero dell’Interno serbo in una nota ufficiale, l’agente ha reagito uccidendo l’aggressore per legittima difesa. Nel corso dell’azione, tuttavia, è rimasto ferito al volto da una coltellata. Le sue condizioni, secondo le informazioni diffuse dalle autorità, non sarebbero gravi.

Innalzamento del livello d’allerta

Dopo l’accaduto, le autorità serbe hanno disposto l’innalzamento al livello massimo dell’allerta terrorismo, rafforzando l’attenzione sulla sicurezza degli obiettivi sensibili.

Ancora non nota l’identità dell’assalitore e soprattutto il movente dell’aggressione. La definizione di “attacco terroristico” è stata pronunciata dal ministro Dacic, mentre eventuali ulteriori elementi sulle circostanze dell’episodio e sulle responsabilità dovranno emergere dagli accertamenti delle autorità competenti.


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