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Ambiente

Caldo di giugno: quanto ne ha fatto?

La temperatura media nazionale è stata superata soltanto dalle estati del 2025, 2003 e 2022

di Giorgio Brescia -


Clima, giugno 2026 da record in Italia: è il quarto più caldo dal 1961.

Ma quanto caldo c’è stato a giugno?

Il mese di giugno si è chiuso in Italia con una temperatura media di 22,6 gradi, posizionandosi come il quarto valore più alto mai registrato dal 1961, anno di inizio delle serie storiche di ERA5-Land (la ricostruzione climatica del programma europeo Copernicus). lo rileva Lorenzo Ruffino, esperto di dati.

Il dato conferma un’accelerazione drammatica del riscaldamento globale. La temperatura media nazionale è stata superata soltanto dalle estati del 2025, 2003 e 2022, con i quattro anni record racchiusi nello spazio di appena due decimi di grado.

Di fatto, tre dei quattro mesi di giugno più caldi degli ultimi 65 anni si concentrano nell’ultimo quinquennio.

L’anomalia termica e il confronto generazionale

I dati evidenziano uno scostamento impressionante rispetto al passato. L’anomalia termica rispetto alla media del trentennio 1991-2020 è di +3,3 gradi, un divario che sale a ben +4,8 gradi se il confronto si sposta sul periodo 1961-1990.

L’analisi statistica, pesata sia sulla superficie territoriale sia sulla popolazione residente per misurare il clima effettivamente vissuto dai cittadini, mostra un incremento di circa 0,6 gradi ogni dieci anni a partire dal 1961, con un’impennata di 0,8 gradi per decennio se si isolano gli anni successivi al 1991.

Mentre il giugno tipico del trentennio 1961-1990 si attestava sui 17,8 gradi, la media degli ultimi dieci anni è salita a 21,1 gradi. Tra il 1961 e il 2000 la temperatura media di giugno non aveva mai toccato la soglia dei 20 gradi; dal 2001 a oggi è già accaduto dieci volte, trasformando quella che una volta era considerata un’estate straordinaria nella nuova normalità climatica.

Pomeriggi roventi e il superamento del mito del 2003

L’aumento termico sta interessando l’intera giornata, ma in controtendenza rispetto alla scala globale — dove sono le notti a scaldarsi più rapidamente — in Italia sono i pomeriggi a registrare la corsa più veloce. Le temperature massime hanno toccato una media mensile di 27,6 gradi (+5,3 gradi rispetto al trentennio 1961-1990), mentre le minime si sono attestate a 17,1 gradi.

Questo scenario ridisegna anche il valore storico del 2003, l’anno dell’estate rovente per antonomasia. All’epoca quel picco rappresentò un’anomalia statistica isolata. Oggi, il giugno 2026 ha raggiunto quasi la stessa intensità termica senza alcuna eccezionalità, muovendosi in perfetta continuità con i trend del 2022 e del 2025 e dimostrando come lo shock climatico del passato sia diventato lo standard del presente.

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