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Cronaca

Cappellari chiede scusa: si inventò un attentato

L'attentato poi risultato simulato aveva creato molto scalpore. Ora, dopo le indagini, il definitivo passo indietro del giovane giornalista

di Dave Hill Cirio -

Nella combo, il giovane cronista vicentino Adriano Cappellari e la sua abitazione colpita da almeno una bottiglia incendiaria


“Chiedo scusa, ho tradito la fiducia di tutti”: la confessione del giornalista Adriano Cappellari accusato di aver simulato l’attentato.

Si inventò un attentato, ora chiede scusa

“Sono qui oggi perché sento il dovere di chiedere scusa”. Si apre con queste parole la lettera che Adriano Cappellari, giornalista pubblicista di Enego in provincia di Vicenza, ha consegnato al pubblico ministero Alessia Grenna durante l’interrogatorio svolto di fronte alla Procura di Vicenza.

Cappellari è accusato dagli inquirenti di aver messo in scena e simulato un attentato incendiario alla propria abitazione, nel tentativo di accreditarsi come vittima di intimidazioni e minacce da parte della malavita organizzata.

Un interrogatorio di due ore di fronte al pm

L’interrogatorio è durato circa due ore. Cappellari si è presentato davanti al magistrato affiancato dal suo legale di fiducia, l’avvocato Roberto Rigoni Stern, anche sindaco di Asiago.

Durante il colloquio, il giovane indagato ha voluto chiarire la propria posizione e fare un passo indietro ufficiale rispetto alla ricostruzione dei fatti fornita inizialmente agli investigatori, assumendosi la responsabilità di quanto accaduto.

Il testo della lettera: “Ho tradito chi ha creduto in me”

Nel documento consegnato alla Procura, il giornalista esprime rammarico per le ripercussioni che la vicenda ha avuto sulla comunità e sulle persone a lui vicine, che nei momenti immediatamente successivi al presunto attentato gli avevano espresso solidarietà e vicinanza istituzionale e personale.

“Molti mi hanno creduto, mi hanno difeso e hanno sofferto insieme a me. A tutti loro chiedo sinceramente perdono, perché ho tradito la loro fiducia”, si legge nel passaggio chiave della lettera firmata dal giovane.

La vicenda, che aveva inizialmente destato forte allarme sociale nell’Altopiano dei Sette Comuni e nel Vicentino per la presunta matrice criminale dell’incendio, passa ora al vaglio definitivo della magistratura per la formalizzazione delle contestazioni penali a suo carico.

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