Carburanti, la notte si porta via i tetti e gli sconti. Per i consumatori sono prezzi amari
Eni alza il tetto dei prezzi, rincari anche per Gpl e metano
Si chiude la parentesi del taglio delle accise sul gasolio e i prezzi tornano a salire. Da oggi l’accisa sul diesel rientra al livello ordinario fissato dal primo gennaio, pari a 672,90 euro per mille litri, con un incremento di 50 euro per mille litri rispetto al regime agevolato.
La conseguenza più immediata si riflette sui listini delle compagnie petrolifere. Eni, che nei giorni scorsi aveva introdotto un tetto massimo al prezzo del gasolio collegandolo esplicitamente allo sconto fiscale in vigore, ha adeguato il proprio price cap con un aumento di sei centesimi al litro Iva inclusa. L’impatto sui prezzi medi nazionali appare per il momento limitato, nell’ordine di pochi millesimi di euro al litro, ma segna una chiara inversione di tendenza dopo la stagione di sconti e promozioni varata dai principali operatori del settore.
Eni aumenta il price cap sul diesel
Secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, Eni ha ritoccato verso l’alto il tetto al prezzo del gasolio introdotto il 28 settembre, portandolo a 2,25 euro al litro. La decisione arriva contestualmente alla scadenza dell’agevolazione fiscale sulle accise. Fino a ieri, oltre 10.600 distributori su una rete nazionale di poco superiore ai 21mila impianti proponevano benzina a meno di due euro al litro, segnale dell’effetto calmierante esercitato dalle iniziative commerciali delle compagnie.
Prezzi medi: benzina in lieve calo, diesel in rialzo
Nella mattinata del 6 ottobre il prezzo medio nazionale in modalità self service sulla rete ordinaria è: Benzina 2,043 euro al litro (-0,005 euro rispetto al giorno precedente); Gasolio 2,244 euro al litro (+0,002 euro); Gpl 0,763 euro al litro (+0,004 euro); Metano 1,905 euro al chilogrammo (+0,002 euro).
Sulla rete autostradale i prezzi medi self sono: Benzina 2,054 euro al litro (-0,008 euro); Gasolio 2,267 euro al litro (+0,001 euro); Gpl 0,888 euro al litro (+0,001 euro); Metano 1,837 euro al chilogrammo (+0,009 euro). I dati evidenziano come il diesel abbia invertito il trend ribassista degli ultimi giorni proprio a seguito della fine dello sconto fiscale.
Rincari anche per Gpl e metano
Non è soltanto il gasolio a registrare aumenti. I listini del Gpl sono stati ritoccati verso l’alto da diversi operatori dopo l’aumento dei prezzi di importazione dall’Algeria. Eni, Q8 e Tamoil hanno incrementato di un centesimo al litro i prezzi consigliati del Gpl. Anche il metano mostra segnali di crescita sia sulla rete ordinaria sia sulle autostrade, contribuendo a un generale peggioramento del quadro per gli automobilisti.
Le differenze tra compagnie e pompe bianche
Le rilevazioni dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy mostrano quotazioni differenti tra impianti delle compagnie e pompe bianche. Per il self service, la benzina si attesta mediamente a 2,039 euro al litro, mentre il diesel raggiunge 2,233 euro al litro. Nel servito i valori salgono rispettivamente a 2,176 euro e 2,372 euro al litro.
Tra i principali marchi, la benzina self viene proposta da Eni a 1,991 euro al litro, da Q8 a 1,996 euro, da IP a 2,031 euro e da Tamoil a 2,026 euro. Sul fronte diesel, Eni si posiziona a 2,191 euro al litro, Q8 a 2,194 euro, Tamoil a 2,227 euro e IP a 2,232 euro.
L’attacco del Codacons: “Il governo non mantiene le promesse”
A denunciare gli effetti immediati dello stop al taglio delle accise è il Codacons, che parla di un primo segnale negativo per i consumatori. Secondo l’associazione, la scadenza dello sconto fiscale di 6,1 centesimi al litro sul diesel ha già determinato i primi rialzi sulla rete carburanti, interrompendo la fase di riduzione dei prezzi favorita dalle iniziative di Eni, IP, Q8 e Tamoil.
L’associazione dei consumatori punta inoltre il dito contro il governo sul tema delle accise mobili. L’esecutivo aveva annunciato l’entrata in vigore del nuovo meccanismo compensativo a partire dal 6 ottobre, ma il previsto decreto interministeriale tra Ministero dell’Ambiente e Ministero dell’Economia non è ancora stato pubblicato.
Nessuno sconto fiscale per la prima volta da marzo
La conseguenza, osserva il Codacons, è che per la prima volta dallo scorso marzo gli automobilisti italiani si trovano senza alcuna riduzione fiscale sui carburanti. In assenza di interventi governativi, l’unico argine ai rincari resta rappresentato dalle iniziative commerciali delle compagnie petrolifere. Ma con il ritorno delle accise ordinarie e il rialzo dei listini su diesel, Gpl e metano, il rischio è che nelle prossime settimane il costo dei rifornimenti torni a pesare in modo crescente sui bilanci delle famiglie e delle imprese.
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