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Economia

L’intelligenza artificiale dà una mano ai contribuenti.

Fondazione Aidr rilancia TributIAmo, assistente virtuale basato sull’IA per aiutare contribuenti e professionisti a prevenire errori fiscali.

di Paolo Diacono -


Passato il termine del 30 settembre, ora inizia la partita più importante in materia di 730. E cioè quella legata alla revisione di tutti i documenti, le decisioni sugli acconti, la correzione e la supervisione di tutti gli incartamenti. Il calendario ha scadenze serrate. Si comincia il 12 ottobre, entro quando contribuente può comunicare al sostituto d’imposta di non effettuare il secondo o unico acconto Irpef, oppure di effettuarlo in misura inferiore. Si prosegue col 26 ottobre, data entro cui c’è la possibilità di presentare un 730 integrativo (tramite Caf o professionisti).

L’intelligenza artificiale al servizio del contribuente

Con la possibilità di “slittare” al 2 novembre se emergessero debiti maggiori o crediti minori. Per non sbagliare, arriva un aiuto importante dall’intelligenza artificiale. E, in particolare, dalla Fondazione Aidr che metterà anche quest’anno a disposizione di cittadini, commercialisti, Caf l’assistente virtuale di TributIAmo, raggiungibile al sito tributiamo.it. “Con TributIAmo mettiamo intelligenza artificiale e organizzazione documentale al servizio di contribuenti, Caf, commercialisti, intermediari abilitati e sostituti d’imposta, senza sostituire la valutazione professionale”, ha affermato Alessandro Alfano, responsabile dell’Osservatorio digitale imprese, terzo settore e fisco della Fondazione Aidr.

“La tecnologia deve prevenire l’errore”

Che ha aggiunto: “Nell’esclusivo interesse dei cittadini siamo disponibili ad un confronto operativo su interoperabilità, alfabetizzazione fiscale e servizi digitali accessibili tra Ministero dell’Economia e delle Finanze, Agenzia delle Entrate, Sogei, Inps, Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e Consulta nazionale dei Caf”. L’obiettivo, in questo caso, è ambizioso e sembra quasi un fine: “La tecnologia deve prevenire l’errore, non limitarsi a contabilizzarne le conseguenze”, spiega Alfano.

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