Disastro nell’Atlantico: precipita volo sanitario diretto a Boston
Un blackout elettrico totale spegne i sistemi del Gulfstream in quota
Un volo sanitario d’emergenza decollato dall’aeroporto internazionale L.F. Wade delle Bermuda e diretto al Logan International Airport di Boston è svanito nel nulla. Le autorità americane hanno confermato il ritrovamento di un vasto campo di detriti nell’Oceano Atlantico, a sud dell’isola di Nantucket, Massachusetts. A bordo del velivolo, un jet bimotore Gulfstream G100 registrato in Canada e operato dalla compagnia Latitude Air Ambulance, viaggiavano sei persone: quattro membri dell’equipaggio di nazionalità canadese e due passeggeri bermudiani, presumibilmente un paziente e il suo accompagnatore.
I soccorritori della Guardia Costiera statunitense, giunti sul posto con diverse imbarcazioni tra cui il pattugliatore William Sparling, hanno analizzato i rottami individuati in acqua. L’ispezione ha confermato in modo certo che i resti appartengono al jet scomparso.
Il lavoro della Guardia Costiera
L’avaria a bordo si è verificata intorno all’1:00 di sabato notte, quando i piloti hanno lanciato il Mayday segnalando un blackout elettrico totale mentre si trovavano in quota. Subito dopo la comunicazione del guasto, il jet è precipitato improvvisamente, perdendo circa 13.000 piedi (quasi 4.000 metri) in pochissimi istanti. Nelle drammatiche registrazioni audio dei passaggi radio, si sente il controllore di volo di Boston chiedere con insistenza: “You’re coming in blind?” (“Stai arrivando alla cieca?”), un attimo prima che il velivolo sparisse definitivamente dai radar.
La Guardia Costiera di Boston ha coordinato un vasto dispiegamento di navi d’altura ed elicotteri da Cape Cod per perlustrare l’area dei detriti. E l’NTSB americano si e’ attivato per localizzare le scatole nere sul fondale.
Purtroppo nella serata di domenica (ora locale), la Guardia Costiera degli Stati Uniti ha decretato l’interruzione ufficiale dei soccorsi, dopo oltre 53 ore di perlustrazioni incessanti che hanno battuto un’area oceanica monumentale di oltre 7.350 chilometri quadrati. Nonostante l’imponente mobilitazione di navi e aerei, infatti, le ricerche non hanno restituito alcuna traccia dei dispersi tra i rottami localizzati al largo delle coste americane.
Le ricerche sono sospese
I rappresentanti della Guardia Costiera hanno confermato di aver comunicato formalmente la sospensione delle ricerche ai familiari delle sei persone a bordo. Le autorità hanno espresso il proprio profondo cordoglio alle famiglie, spiegando che le probabilità di sopravvivenza in quelle acque, dato il tempo trascorso e la dinamica dell’impatto, sono purtroppo nulle.
L’attenzione si sposta ora sulle indagini per accertare le cause del disastro, affidate alla Federal Aviation Administration (FAA) e al National Transportation Safety Board (NTSB), che hanno già aperto un fascicolo formale sul catastrofico guasto elettrico. La priorità assoluta degli investigatori americani è il recupero delle scatole nere dal fondale oceanico: i registratori di volo rappresentano infatti l’unico elemento chiave in grado di fare piena luce sulla dinamica dell’incidente e di svelare cosa sia realmente accaduto negli ultimi istanti prima dell’impatto.
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